(Adnkronos) – Arriva a Roma la mostra itinerante "Da qui in avanti" Sei storie, un viaggio che ricomincia”, con i racconti di Aurelia e Luigi, pazienti del policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, che, dopo una diagnosi di tumore del sangue, si sono sottoposti alle terapie cellulari Car-T. Aurelia oggi ha 50 anni. Ha sempre vissuto a Roma, insieme a papà Alberto e mamma Agnese. Sono loro i suoi punti di riferimento, la sua famiglia, il suo rifugio. Nel 2016 tutto cambia: una stanchezza inusuale, un controllo al pronto soccorso, la diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Da quel momento è cominciato un lungo percorso fatto di ricoveri, cicli di chemioterapia, un trapianto. Cinque anni fa, quando le cure tradizionali non bastavano più, si è presentata una nuova possibilità: la terapia Car-T. Mesi di ospedale, giorni scanditi da attese e paure, ma sempre con la famiglia accanto. Oggi Aurelia sta bene ed è circondata da colori che parlano di rinascita. Luigi è cresciuto a Isola di Capo Rizzuto, un paese affacciato sul mare. Una vita semplice, scandita dai legami familiari e da un rapporto speciale con suo fratello maggiore, Ernesto. Tutto sembrava scorrere con la naturalezza delle cose quotidiane, fino a quel giorno del 2020. Una febbre alta, ostinata, che non voleva placarsi. Gli esami rivelano una verità ben più dura: Leucemia linfoblastica acuta. Da quel momento, la vita di Luigi ed Ernesto cambia radicalmente. Inizia un viaggio senza sosta: chilometri percorsi tra Isola di Capo Rizzuto e Roma, lunghe attese nei corridoi del policlinico Gemelli, la speranza che si accende con i primi cicli di chemio e la delusione di vederla spegnersi poco dopo. La malattia non arretra. Dopo anni di cure e incertezze, nel 2024 a Luigi viene proposta una nuova possibilità: la terapia Car-T. Il 19 febbraio dello stesso anno, Luigi varca la soglia dell’ospedale, questa volta però è l’inizio di un nuovo capitolo: la terapia funziona. Oggi Luigi ha 32 anni e racconta la sua storia con serenità, ma anche con la forza silenziosa con cui è riuscito ad affrontare il percorso verso la guarigione. Le storie di Aurelia e Luigi, pazienti del Policlinico Gemelli di Roma, insieme ad Eliana, Ida, Renato e Americo, raccontano l’esperienza di una diagnosi di tumore ematologico e il percorso che ne segue. La mostra è un viaggio visivo, complesso e carico di emozioni, attraverso le storie di pazienti che hanno ricominciato a vivere grazie alle Car-T. Realizzato dall’Istituto Italiano di Fotografia, è un progetto di Gilead Sciences con il Patrocinio di Ail- Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma e La Lampada di Aladino Ets. L'Unità operativa complessa di Ematologia e trapianto di cellule staminali del policlinico Gemelli – informa una nota – è accreditata e autorizzata a somministrare queste innovative procedure sin dal 2019 e finora sono stati sottoposti al trattamento circa 240 pazienti. Tutti i protagonisti della mostra, Aurelia, Luigi, Eliana, Ida, Renato e Americo grazie agli scatti dei giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia diventano il ritratto di che cosa vuol dire ricevere questo tipo di diagnosi, di quello che avviene dopo e di come, a sei anni dall’arrivo delle Car-T in Italia, oggi è possibile avere speranza e pianificare il proprio futuro. Sei storie, una stessa sfida: il tumore oncoematologico. E una stessa forza: la rinascita, piano piano la fragilità lascia spazio alla forza e alla voglia di tornare a vivere. Un cammino difficile ma anche una conquista verso la vita. Ogni scatto racchiude molto più di una semplice immagine: è un pezzo di vita, una visione, una speranza, non solo testimonianza di cura, ma promessa di futuro. I volti, i luoghi, i dettagli raccontano più delle parole: il percorso espositivo attraversa l’Italia da nord a sud, accompagnando lo spettatore nei luoghi vissuti durante la malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Ogni immagine è un frammento di realtà, un gesto di coraggio e condivisione, che restituisce al pubblico una visione inedita della fragilità e della forza di tutti i pazienti. Un omaggio alla resilienza, all’umanità, alla bellezza che nasce anche da ciò che non è perfetto. "Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia" è un progetto di Gilead-Kite, realizzato con il patrocinio di Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e La Lampada di AladinoEts. Nella lotta contro il tumore, la terapia non è solo farmacologica: anche l’arte può diventare un potente strumento di cura. Questo progetto nasce con l’obiettivo di sensibilizzare più persone possibile sulle nuove opzioni terapeutiche, trasformando la malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza. Non si tratta di semplici ritratti, ma di scatti simbolici, in cui il colore, la luce e i soggetti rappresentano stati d’animo, paure e speranze. "Le storie di Aurelia e Luigi – afferma Simona Sica, direttore Uoc Ematologia e trapianto Cse – Fondazione policlinico universitario A. Gemelli Irccs e associato di Malattie del sangue Università Cattolica Sacro Cuore – insieme a quelle degli altri protagonisti della mostra, ci ricordano che dietro ogni diagnosi c’è prima di tutto una persona, con le sue paure, le sue speranze e il desiderio di tornare a immaginare il proprio futuro. Le terapie Car-T hanno aperto una nuova prospettiva per alcuni pazienti affetti da tumori del sangue, offrendo una possibilità terapeutica innovativa e, per chi può beneficiarne, una nuova opportunità di vita. Come medici abbiamo il compito di accompagnare i pazienti in ogni fase di questo percorso, non solo attraverso la cura, ma anche attraverso l’ascolto e la vicinanza. Per questo trovo particolarmente significativo raccontare queste esperienze attraverso la fotografia: gli scatti riescono a restituire emozioni e momenti che spesso le parole non riescono a esprimere. 'Da qui in avanti' parla di malattia, ma soprattutto di persone e di futuro: ci ricorda che, anche dopo un percorso difficile, può tornare la possibilità di guardare avanti e costruire nuovi progetti". "Le storie raccontate dalla campagna 'Da qui in avanti' testimoniano che oggi, grazie alle terapie Car-T, sempre più persone possono riprendere la propria vita e guardare al futuro con una nuova prospettiva. Dietro ogni trattamento c’è un percorso fatto di sostegno e accompagnamento continuo, che coinvolge pazienti, familiari, associazioni e professionisti del centro di cura. Come Ail – spiega Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail – siamo al fianco dei pazienti lungo tutto il percorso di cura, perché nessuno debba affrontare da solo la malattia. Per questo riteniamo fondamentale promuovere iniziative come 'Da qui in avanti', che danno voce a storie autentiche di rinascita e speranza. Raccontare l’esperienza di chi, grazie alle terapie cellulari Car-T, ha potuto riprendere in mano la propria vita significa offrire fiducia a chi oggi sta affrontando un tumore del sangue e valorizzare il lavoro straordinario dei centri italiani di eccellenza. Realtà come il Policlinico Gemelli, che negli anni hanno trattato un numero crescente di pazienti con queste terapie innovative, rappresentano un esempio concreto di come ricerca, innovazione e assistenza possano tradursi in nuove opportunità di vita per molte persone". Gli scatti raccontano la forza di chi, grazie terapie Car- T, è tornato ad immaginare il domani, costruire progetti, riappropriarsi della vita o costruirne una nuova. Ma raccontano – prosegue la nota – anche le storie di chi è stato accanto e ha accudito, di chi ha ascoltato e capito, di chi in silenzio ha dedicato cure e attenzioni. La mostra, allestita presso Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs Piano 4 Corridoio S1 sarà aperta ai visitatori, fino al 16 ottobre con ingresso gratuito, tutti i giorni in orario ambulatoriale dalle 8 alle 16. Hanno contribuito alla realizzazione della mostra: Simona Sica e Federica Sorà – Irccs Fondazione Policlinico universitario Gemelli, Roma; Mattia Novo – Ospedale Molinette, Torino; Stefania Bramanti – Humanitas, Milano; Emanuele Angelucci e Chiara Ghiggi- Irccs ospedale Policlinico San Martino, Genova; Massimo Martino – Gom Bmm, Reggio Calabria.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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