Brescia, maxi operazione antidroga nell’Atlantico sequestrate 3,7 tonnellate di cocaina, un morto durante l’inseguimento

Brescia, maxi operazione antidroga nell’Atlantico: sequestrate 3,7 tonnellate di cocaina, un morto durante l’inseguimento

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La Guardia di Finanza di Brescia ha coordinato una vasta operazione internazionale contro il narcotraffico nell’Oceano Atlantico, culminata nel sequestro di 3,7 tonnellate di cocaina, per un valore potenziale di 750 milioni di euro. Fermato un gommone oceanico ultraveloce al largo della penisola iberica. Durante l’inseguimento si è verificata una collisione tra le imbarcazioni: uno dei trafficanti, di nazionalità spagnola, è morto in seguito alle gravi ferite riportate.

Maxi operazione antidroga coordinata dalla Procura di Brescia

L’operazione è il risultato di una complessa attività investigativa diretta dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, con il coinvolgimento del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, del Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO).

Le indagini, coordinate dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, sono state condotte in stretta collaborazione con le autorità portoghesi, grazie anche al supporto di Eurojust e alla costituzione di una squadra investigativa comune internazionale.

L’obiettivo era intercettare un’imbarcazione sospettata di trasportare un ingente quantitativo di stupefacenti destinati al mercato europeo.

Intercettato un gommone ultraveloce con 3.700 chili di cocaina

Il monitoraggio ha consentito di individuare, nelle acque dell’Oceano Atlantico al largo della penisola iberica, un potente gommone oceanico del tipo “go-fast”, utilizzato per il trasporto di circa 3.700 chilogrammi di cocaina.

A bordo si trovavano tre persone: due cittadini spagnoli e un uomo originario di Gibilterra.

Fondamentale il contributo dei mezzi aerei del Gruppo Esplorazione Aeromarittima della Guardia di Finanza, appositamente schierati all’estero e dotati di sofisticate tecnologie per la sorveglianza marittima.

Gli aerei italiani hanno seguito costantemente gli spostamenti del natante, mantenendo un collegamento diretto con le autorità portoghesi e consentendo alle unità della Policia Maritima di raggiungere l’imbarcazione sospetta.

Inseguimento ad alta velocità e collisione: morto un trafficante

Le operazioni di fermo si sono trasformate in un inseguimento ad altissima velocità nell’Oceano Atlantico.

Nel tentativo di sfuggire alla cattura e impedire il sequestro del carico di droga, i trafficanti hanno cercato di allontanarsi dalle unità navali impegnate nell’operazione.

Durante le concitate fasi dell’inseguimento, le imbarcazioni delle forze dell’ordine sono entrate in collisione con il gommone dei fuggitivi.

L’impatto ha provocato gravi lesioni a uno degli occupanti, un cittadino spagnolo.

Sono stati immediatamente attivati i protocolli di emergenza e l’uomo è stato trasferito d’urgenza sulla terraferma attraverso un intervento di soccorso aereo.

Nonostante la rapidità dei soccorsi, il trafficante è successivamente deceduto a causa delle ferite riportate.

Cocaina per 115 milioni di euro: al dettaglio avrebbe fruttato 750 milioni

Il quantitativo di droga sequestrato rappresenta un colpo significativo alle organizzazioni criminali impegnate nel traffico internazionale di stupefacenti.

Secondo le stime investigative, le 3,7 tonnellate di cocaina avrebbero avuto un valore di circa 115 milioni di euro sul mercato all’ingrosso.

Una volta raggiunte le piazze di spaccio europee, dopo le operazioni di taglio e distribuzione, il carico avrebbe potuto generare un giro d’affari complessivo stimato in circa 750 milioni di euro.

Cifre che evidenziano gli enormi interessi economici delle organizzazioni criminali transnazionali e l’importanza delle attività di contrasto condotte attraverso la cooperazione internazionale.

Secondo maxi sequestro dopo quello di luglio: intercettate complessivamente 8,4 tonnellate

L’operazione rappresenta la prosecuzione di un’altra importante attività investigativa condotta nel luglio 2026, sempre nelle acque dell’Oceano Atlantico.

In quell’occasione le forze dell’ordine erano riuscite a intercettare un altro gommone oceanico, sequestrando 4,7 tonnellate di cocaina e arrestando quattro persone.

Considerando entrambe le operazioni, il quantitativo complessivo di stupefacenti intercettato raggiunge così 8,4 tonnellate di cocaina.

Un risultato che conferma il ruolo centrale delle indagini coordinate dalla Procura di Brescia nella lotta alle grandi rotte internazionali del narcotraffico.

Come funzionano i gommoni “go-fast”: velocità superiori ai 130 chilometri orari

Le investigazioni hanno inoltre permesso di ricostruire alcune delle modalità utilizzate dalle organizzazioni criminali per introdurre enormi quantitativi di droga in Europa.

Tra gli strumenti maggiormente impiegati figurano i cosiddetti gommoni oceanici “go-fast”, imbarcazioni lunghe generalmente tra i 10 e i 16 metri, equipaggiate con numerosi motori fuoribordo ad alta potenza.

Questi mezzi possono superare i 70 nodi, equivalenti a circa 130 chilometri orari, rendendo particolarmente difficili le operazioni di intercettazione in mare aperto.

Il sistema utilizzato viene definito “drop off”.

Le grandi navi provenienti dal Sud America, chiamate anche “navi madri”, rilasciano in mare i carichi di stupefacenti in punti prestabiliti. Successivamente i gommoni veloci raggiungono le zone di recupero, caricano la droga e la trasportano verso le coste europee.

Una modalità che consente alle organizzazioni criminali di ridurre l’esposizione delle navi principali e sfruttare la velocità delle imbarcazioni più piccole per tentare di eludere i controlli.

Fondamentale la collaborazione tra Italia e Portogallo

Il successo dell’operazione è stato possibile grazie alla collaborazione tra le diverse componenti della Guardia di Finanza e gli organismi internazionali impegnati nella lotta al narcotraffico.

Un ruolo importante è stato svolto dal Maritime Analysis and Operations Centre – Narcotics (MAOC-N) di Lisbona e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, che hanno favorito lo scambio di informazioni e il coordinamento operativo con le autorità portoghesi.

La componente aeronavale italiana ha garantito un monitoraggio costante del bersaglio, mentre le unità navali portoghesi hanno effettuato materialmente l’intervento in mare.

L’inchiesta coordinata dalla Procura Distrettuale di Brescia conferma l’importanza della cooperazione giudiziaria e di polizia tra Paesi europei nel contrasto alle organizzazioni criminali che operano lungo le rotte atlantiche della cocaina.

Le responsabilità penali delle persone coinvolte nelle indagini dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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