(Adnkronos) – "Questa serie, in qualche modo, è stato un modo per tornare a confrontarmi con il trauma che ho vissuto da bambino. Lo considero quasi un aiuto nel mio percorso di crescita, un'occasione per imparare ancora una volta a fare i conti con le mie paure". A parlare è il vero Farouk Kassam alla Festa del Cinema di Roma, dove presenta '177 Giorni. Il rapimento di Farouk', la serie diretta da Carlo Carlei e interpretata da Marco Bocci e Antonia Desplat, che ripercorre la vicenda del rapimento di Farouk Kassam. Basata sulla storia vera che sconvolse l'Italia nei primi anni Novanta, la serie arriverà in prima serata su Rai1 dal 16 novembre, raccontando i sei lunghi mesi di prigionia del bambino e le indagini che portarono alla sua liberazione. Al centro del racconto c'è il rapimento del piccolo Farouk, avvenuto il 15 gennaio 1992 in Costa Smeralda. Un caso che tenne col fiato sospeso l'intero Paese e che viene qui affrontato attraverso lo sguardo della famiglia, della comunità e di chi visse in prima persona quella tragedia. Per il regista Carlo Carlei, la serie non è soltanto il racconto di un sequestro, ma anche il ritratto di una Sardegna attraversata da profonde contraddizioni sociali. "Al centro della serie c'è il contrasto tra le due facce della Sardegna", ha spiegato. "Da una parte la Costa Smeralda, il benessere, il boom edilizio delle ville e gli yacht. Dall'altra l'entroterra. Questo contrasto rappresenta il cuore etico e morale dell'ispirazione che mi ha guidato durante le riprese". Un altro elemento fondamentale è lo sguardo infantile: "L'immaginazione del bambino è qualcosa che mi appartiene molto. L'infanzia violata è un filo rosso che attraversa tutte le mie opere. Qui raccontiamo la storia di un bambino rapito e tenuto prigioniero in una grotta". Nei panni dei genitori ci sono Marco Bocci, nei panni di papà Fateh, e Antonia Desplat in quelli di mamma Marion. Bocci ha sottolineato l'importanza di affrontare il caso con sensibilità e rispetto. "Il nostro approccio è stato di grande rispetto – ha dichiarato – Sarebbe stato impossibile raccontare il dramma vissuto da Farouk". Per questo, "abbiamo scelto di raccontare il sequestro attraverso la famiglia, la comunità, il contesto storico e le indagini. Mi è sembrata una decisione saggia, perché permette di restituire quello che queste persone hanno vissuto realmente". L'attore ha poi ricordato l'incontro con la famiglia Kassam: "Ho avuto l'onore di confrontarmi con Farouk, con suo padre Fateh e con Marion. Non ho mai voluto forzare nulla con domande dirette. Ho preferito aspettare il momento giusto e rispettare i loro tempi. Mi hanno accolto con grande generosità e, spontaneamente, mi hanno confidato le loro emozioni". Mentre Antonia Desplat, volto della madre di Farouk, ha raccontato di aver sentito la necessità di conoscere la donna dietro la vicenda pubblica. "Ho avuto l'urgenza di incontrare Marion. Volevo capire chi fosse come donna mentre aspettava a casa il ritorno di suo figlio e notizie sul rapimento – ha spiegato – C'è una grande responsabilità quando si interpretano persone realmente esistite. Abbiamo il dovere di raccontare questa storia nel modo più rispettoso possibile, perché si tratta di un trauma che ha segnato profondamente una famiglia". Basata sul libro 'Mio Figlio Farouk. Anatomia di un rapimento' scritto da Fateh Kassam con la collaborazione di Marco Corrias, la serie è una coproduzione Rai Fiction – Bim Produzione, società del Gruppo Wild Bunch, ed è prodotta da Riccardo Russo (Dedalus – A.P.O.I.) con la distribuzione internazionale di Mediawan Rights.
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