(Adnkronos) – A Colle Oppio non c’è stato un confine tra chi raccontava e chi ascoltava: il cinema è uscito dalla sala, le storie hanno preso voce e lo sport ha smesso di essere uno spettacolo da guardare per tornare a essere quello che è sempre stato: vita vera. Lo Sport è Vita, il docufilm di Sport e Salute presentato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma non è stato uno spettacolo da guardare, ma un’esperienza da vivere insieme, in cui le persone sono diventate protagoniste e uno spazio nel cuore di Roma si è trasformato in un luogo di incontro, condivisione e nuove opportunità. Un appuntamento che ha portato lo spirito della kermesse fuori dall’Auditorium e lo ha messo in connessione con la protagonisti del docufilm che hanno introdotto la proiezione insieme ai moderatori Massimo Caputi e Gabriele Anakin. Le immagini hanno restituito esperienze e percorsi personali, diventando il punto di partenza di un racconto più gra città reale. È questa la visione di Sport Illumina, il progetto di Sport e Salute che punta a restituire ai territori spazi pubblici dedicati allo sport, all'incontro e alla partecipazione. Non soltanto luoghi attrezzati, ma punti di riferimento capaci di generare vita, relazioni e nuove opportunità. A raccontare questa storia sono stati innanzitutto i giovaninde: quello di uno sport che sa creare opportunità, accendere passioni e cambiare il modo di vivere i luoghi: «Il campetto più bello del mondo», «seconda casa», «ormai questa è casa mia». Dopo la proiezione, la parola è passata nuovamente ai ragazzi con un momento di open mic. Pensieri, esperienze e punti di vista si sono intrecciati in una narrazione collettiva, senza filtri e senza copioni, nella quale ciascuno ha potuto raccontare cosa significa trovare il proprio spazio e sentirsi parte di una comunità. Non solo cinema, anche l'arte ha lasciato il suo segno. Lucamaleonte, tra i protagonisti della scena artistica urbana romana, ha lavorato alla realizzazione di un'opera capace di dialogare con il luogo e con la sua identità. Un intervento che ha aggiunto un'altra dimensione al racconto di Colle Oppio: quella di un luogo capace di esprimersi attraverso linguaggi diversi, ma che trova nello spazio pubblico un terreno comune. Poi la scena è passata al campo. Con l'ingresso dei giocatori della Maxima Roma, Matt Ryan, Federico Bonacini, Giovanni Veronesi e Gora Camara, di Emanuele Curti club manager della BC Roma e di Giacomo Galanda, Ambassador Illumina, il basket è diventato il centro di una sfida 3×3 che ha coinvolto atleti, ragazzi e rappresentanti delle istituzioni in squadre miste. Una partita che ha trasformato il playground in uno spazio di incontro concreto, dove le distanze si sono accorciate e il gioco ha dato forma alla partecipazione. Perché qui lo sport è anche un modo per crescere: c'è chi racconta di essere «migliorato come giocatore e persona», chi trova nel campo uno «sfogo» e chi ha scoperto un ambiente in cui sentirsi accolto: «qui tutti ti rispettano». Al termine della sfida, il campo si è aperto alla community per una foto di squadra, a suggellare il senso di una giornata vissuta insieme. A chiudere il programma è stata la musica con Francesco Caggiano, Fasma, Ozymandias e il DJ set di Antonello D'Arrigo. Il ritmo ha accompagnato il free basket, le attività sportive aperte alla community e i momenti di socialità, prolungando l'energia dell'evento oltre il programma ufficiale. A Colle Oppio, il messaggio è passato dallo schermo al microfono, dalla musica al muro, dal muro al campo. E ha raccontato una visione precisa: lo sport illumina quando genera possibilità, crea connessioni e offre ai ragazzi uno spazio in cui essere sé stessi e immaginare il futuro.
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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