Cancro polmone, nuova terapia orale riduce del 44% il rischio di morte

🔔 Vuoi ricevere le notizie di Montagne & Paesi sul tuo smartphone? WhatsApp WhatsApp | Telegram Telegram

(Adnkronos) – Nuovi risultati per il trattamento di una forma di tumore del polmone caratterizzata dalla mutazione Kras G12C. Lo studio internazionale di fase 3 Krascendo 1, presentato in sessione plenaria al congresso Esmo 2026 di Madrid, ha coinvolto 338 pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico, già sottoposti ad almeno una precedente terapia. Lo studio ha valutato divarasib, una terapia orale di nuova generazione sviluppata per colpire in modo mirato Kras G12C. I pazienti hanno ricevuto il nuovo trattamento oppure sotorasib o adagrasib, farmaci già diretti contro la stessa mutazione. Dopo un periodo di osservazione mediano di 14,3 mesi, il nuovo trattamento ha ridotto del 42% il rischio di progressione della malattia o morte e del 44% il rischio di morte rispetto alle terapie di confronto. È risultata superiore anche la risposta al trattamento: 58,4% dei pazienti, rispetto al 32,3% di quelli trattati con le altre terapie. Il profilo di sicurezza è risultato gestibile. Inoltre, i pazienti hanno potuto proseguire il trattamento per un periodo circa doppio rispetto al gruppo di confronto e sono state meno frequenti le interruzioni dovute agli effetti indesiderati correlati alla terapia. Secondo gli autori, i risultati dello studio Krascendo 1 possono aprire la strada a un nuovo standard di cura per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato o metastatico con mutazione Kras G12C già sottoposti a precedenti trattamenti. "Divarasib rappresenta un nuovo standard di cura per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) avanzato/metastatico con mutazione Kras G12C, precedentemente trattato", ha detto Ferdinandos Skoulidis del MD Anderson Cancer di Houston, che ha presentato il lavoro".  Divarasib – spiega una nota di Roche – è un inibitore orale di Kras G12C di nuova generazione, altamente selettivo e potenziale best-in-class, scoperto e sviluppato dai ricercatori dei laboratori Roche e Genentech. Krascendo 1 è l'unico studio clinico globale di confronto diretto che valuta un inibitore Kras G12C direttamente a confronto con gli inibitori approvati di prima generazione. Il trial, di fase 3, multicentrico e randomizzato in aperto, ha valutato quindi l'efficacia e la sicurezza della monoterapia con divarasib rispetto a sotorasib o adagrasib in persone con tumore al polmone non a piccole cellule (Nsclc) avanzato o metastatico con mutazione Kras G12C, già trattati in precedenza. Lo studio ha incluso 338 adulti, randomizzati a ricevere divarasib una volta al giorno (167) oppure sotorasib una volta al giorno o adagrasib due volte al giorno (171). I dati – presentati nell'ambito di un Simposio presidenziale del congresso Esmo e contestualmente pubblicati su 'The New England Journal of Medicine' – dimostrano l'efficacia superiore di divarasib rispetto agli inibitori che rappresentano l'attuale standard di cura nei pazienti Nsclc con mutazione Kras G12C precedentemente trattati.  Krascendo 1 – dettaglia Roche – ha raggiunto sia l'endpoint primario sia i principali endpoint secondari, mostrando con divarasib miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti nella sopravvivenza globale (Os) e nella sopravvivenza libera da progressione (Pfs) rispetto a sotorasib o adagrasib. Innanzitutto i partecipanti alla sperimentazione trattati con divarasib in monoterapia hanno vissuto significativamente più a lungo, con una riduzione del rischio di morte del 44% rispetto a sotorasib o adagrasib. L'Os mediana per divarasib è attualmente di circa 18 mesi, rispetto a 12 mesi nel braccio di controllo. Oltre al beneficio in termini di sopravvivenza globale, divarasib ha ridotto il rischio di progressione della malattia o morte del 42%. I benefici in termini di Os e di Pfs si sono dimostrati coerenti in tutti i sottogruppi clinici rilevanti, indipendentemente dall'espressione di Pd-L1 o dallo stato mutazionale di Keap1. Il tasso di risposta obiettiva (Orr) ottenuto con divarasib è stato quasi il doppio rispetto a quello ottenuto con sotorasib o adagrasib. Il profilo di sicurezza di divarasib in monoterapia si è dimostrato in linea con gli effetti noti della classe degli inibitori di Kras G12C. Gli eventi avversi correlati al trattamento (Trae) più comuni hanno compreso tossicità gastrointestinale (principalmente diarrea, nausea e vomito) ed epatotossicità. Nel braccio trattato con divarasib una percentuale inferiore di partecipanti ha interrotto il trattamento a causa di Trae (4,8% rispetto a 11,7%) e il tasso di eventi avversi gravi è risultato inferiore di circa la metà rispetto a sotorasib o adagrasib (rispettivamente 7,8% contro 15,2%), a fronte di una durata del trattamento più che doppia (11,3 mesi rispetto a 5,0 mesi). La mutazione G12C – sottolinea Roche – è una delle alterazioni di Kras più frequenti, riscontrabile in circa 1 paziente su 8 con Nsclc. Un volume crescente di evidenze suggerisce che le persone affette da Nsclc con mutazione Kras G12C hanno una prognosi peggiore rispetto a quelle con gene Kras non mutato. "Nonostante la disponibilità degli attuali inibitori di Kras G12C di prima generazione, persiste ad oggi un significativo bisogno clinico insoddisfatto perché i risultati ottenuti in termini di risposte obiettive e sopravvivenza possono essere migliorati – afferma Alessandro Morabito, direttore dell'Unità operativa complessa di Oncologia clinica sperimentale toraco-polmonare presso l'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione 'G. Pascale' di Napoli – I risultati dello studio Krascendo 1 presentati al Congresso Esmo 2026 mostrano chiaramente la superiorità di divarasib rispetto agli standard attuali nel migliorare in modo significativo la prognosi dei pazienti pretrattati con alterazione di Ktas G12C". Roche – conclude la nota – sta lavorando a stretto contatto con le autorità regolatorie per rendere disponibile questa nuova opportunità terapeutica al più presto nei Paesi in cui opera, inclusa l'Italia. L'azienda sta portando avanti un articolato programma di sviluppo clinico di fase 3 nel carcinoma polmonare non a piccole cellule, esplorando divarasib sia come monoterapia sia all'interno di combinazioni prive di chemioterapia, in diversi contesti di malattia e linee di trattamento. Nel 2022 la Fda) statunitense ha concesso a divarasib la Breakthrough Therapy Designation, e nel 2026 la Orphan Drug Designation per il Nsclc con mutazione Kras G12C. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

image_print
WhatsApp Logo

📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!

Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.

👉 Clicca qui per iscriverti al canale

Telegram Logo

📢 Seguici anche su Telegram!

Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.

👉 Clicca qui per iscriverti su Telegram

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com