Una legge dedicata alla montagna, alla sua gente ed alle molteplici istanze di chi presidia un territorio unico. Il senatore Roberto Calderoli, Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, è intervenuto a Milano a Palazzo Lombardia al ‘Milano Mountain Show’ ed ha segnalato l’importanza della legge da lui proposta.
“Ho l’orgoglio da ministro con delega alla montagna – ha spiegato – di aver approvato un anno fa una legge per valorizzare le Terre Alte, poi un primo decreto con criteri altimetrici e di pendenza per rinnovare una classificazione datata oltre 70 anni fa, e tra pochi giorni arriverà il successivo per definire i criteri socio-economici. Mi sono posto l’obiettivo di ridare dignità alla montagna e chi la abita tutto l’anno, perché la montagna non può essere considerata solo nell’estate o nella settimana bianca, ma è fatta di persone che vivono tutto l’anno in quei territori. Abbiamo fatto questa legge e i relativi decreti pensando a questi cittadini che ogni giorno vivono dei disagi enormi e una mancanza di servizi che rendono quasi impossibile la vita quotidiana nelle terre alte: il mio lavoro è finalizzato a garantire tutti questi servizi essenziali a chi abita le terre alte, a partire dalla sanità, l’istruzione, il sostegno alla famiglia e ai giovani, la possibilità di fare impresa, ma per tutto questo servono le risorse”.
“Nel 2021 – ha ricordato Calderoli – per la montagna c’erano solo briciole, mentre dal 2023 attraverso il Fosmit questo Governo ha messo 200 milioni a disposizione per la montagna ogni anno, che serviranno a finanziare le tante misure previste dalla Legge 131/2025. Abbiamo stanziato 40 milioni per incrementare gli stipendi di medici e infermieri che lavorano in montagna, previsto il raddoppio del punteggio nei concorsi pubblici e una fiscalità differenziata per l’affitto della casa o la ristrutturazione della casa acquistata. Stesso discorso per gli insegnanti, con incentivi e contributi dedicati a chi lavora per garantire l’Istruzione dal valore complessivo di circa 20 milioni. Ci siamo focalizzati anche sulla famiglia, con 5 milioni stanziati per garantire a chi fa un figlio in montagna un bonus natalità in più oltre ai contributi già previsti, e sui giovani, incentivandoli con bonus per la ristrutturazione della casa e mettendo 20 milioni destinati alle aperture delle start up giovanili. Con oltre 18 milioni abbiamo garantito anche le risorse per coprire la possibilità di smart working e prevedendo anche la necessità di investimenti per assicurare la rete con fibra o strumenti satellitari, così da consentire il lavoro agile. Abbiamo pensato a una fiscalità di vantaggio per chi fa impresa, con una specificità per le imprese femminili, abbiamo messo 4 milioni per l’agricoltura e vantaggi fiscali per i mestieri legati alla montagna come allenatori e maestri di sci. Un grande progetto in favore delle terre alte ma soprattutto di chi ci vive, e quindi le mantiene vive”.
“Ho l’orgoglio da ministro con delega alla montagna – ha spiegato – di aver approvato un anno fa una legge per valorizzare le Terre Alte, poi un primo decreto con criteri altimetrici e di pendenza per rinnovare una classificazione datata oltre 70 anni fa, e tra pochi giorni arriverà il successivo per definire i criteri socio-economici. Mi sono posto l’obiettivo di ridare dignità alla montagna e chi la abita tutto l’anno, perché la montagna non può essere considerata solo nell’estate o nella settimana bianca, ma è fatta di persone che vivono tutto l’anno in quei territori. Abbiamo fatto questa legge e i relativi decreti pensando a questi cittadini che ogni giorno vivono dei disagi enormi e una mancanza di servizi che rendono quasi impossibile la vita quotidiana nelle terre alte: il mio lavoro è finalizzato a garantire tutti questi servizi essenziali a chi abita le terre alte, a partire dalla sanità, l’istruzione, il sostegno alla famiglia e ai giovani, la possibilità di fare impresa, ma per tutto questo servono le risorse”.
“Nel 2021 – ha ricordato Calderoli – per la montagna c’erano solo briciole, mentre dal 2023 attraverso il Fosmit questo Governo ha messo 200 milioni a disposizione per la montagna ogni anno, che serviranno a finanziare le tante misure previste dalla Legge 131/2025. Abbiamo stanziato 40 milioni per incrementare gli stipendi di medici e infermieri che lavorano in montagna, previsto il raddoppio del punteggio nei concorsi pubblici e una fiscalità differenziata per l’affitto della casa o la ristrutturazione della casa acquistata. Stesso discorso per gli insegnanti, con incentivi e contributi dedicati a chi lavora per garantire l’Istruzione dal valore complessivo di circa 20 milioni. Ci siamo focalizzati anche sulla famiglia, con 5 milioni stanziati per garantire a chi fa un figlio in montagna un bonus natalità in più oltre ai contributi già previsti, e sui giovani, incentivandoli con bonus per la ristrutturazione della casa e mettendo 20 milioni destinati alle aperture delle start up giovanili. Con oltre 18 milioni abbiamo garantito anche le risorse per coprire la possibilità di smart working e prevedendo anche la necessità di investimenti per assicurare la rete con fibra o strumenti satellitari, così da consentire il lavoro agile. Abbiamo pensato a una fiscalità di vantaggio per chi fa impresa, con una specificità per le imprese femminili, abbiamo messo 4 milioni per l’agricoltura e vantaggi fiscali per i mestieri legati alla montagna come allenatori e maestri di sci. Un grande progetto in favore delle terre alte ma soprattutto di chi ci vive, e quindi le mantiene vive”.
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