(Adnkronos) – Il reintegro dei medici no vax radiati dall'Albo durante il periodo della pandemia "rappresenta una grave ferita per i medici che tanto si sono spesi per salvare vite umane nel corso della pandemia, alcuni dei quali sono anche morti durante l'esercizio della loro opera. Inoltre, infligge un'offesa pesante alla memoria delle tante vittime di Covid". Così in una nota Francesco Cognetti, presidente Foce (ConFederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi) e coordinatore Fossc (Forum delle società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari Italiani), dopo il via libera della Camera all'art. 8 del Ddl sulle professioni sanitarie, articolo che prevede la possibilità di richiesta di reintegro per i medici radiati per non essersi vaccinati contro Sars-CoV-2. "Gli atti medici – afferma Cognetti – devono sempre trovare la loro giustificazione nelle evidenze scientifiche. Ogni eventuale grave deviazione da questi principi implica di necessità la valutazione di responsabilità professionali e deontologiche dei medici professionisti. La norma riguarda solo lo 0,2% di tutti i medici italiani, ma rappresenta comunque un grave vulnus. Plaudiamo alle recenti dichiarazioni della senatrice Craxi e dell'onorevole Moratti che, con grande sensibilità e chiarezza, sostengono la loro intenzione di adoperarsi per cambiare sostanzialmente la norma durante il passaggio al Senato. Bisogna, infatti, riconoscere dignità alla professione medica e garantire la sicurezza e la tutela delle attività svolte a favore di tanti cittadini malati".
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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