COMO-LECCO – Un grave allarme siccità sta colpendo duramente le province di Como e Lecco. Le riserve idriche del bacino dell’Adda sono diminuite di ben oltre il 60% rispetto alla media storica, con il Lago di Como che si trova ai minimi termini. Coldiretti Como Lecco lancia l’allarme oggi , sabato 8 agosto 2026, evidenziando le gravi ripercussioni su prati, pascoli, colture e sulla disponibilità di foraggio per gli allevamenti, soprattutto nelle aree montane . Secondo i dati Coldiretti Como Lecco, la riserva idrica complessiva del bacino dell’Adda si attesta a soli 142,4 milioni di metri cubi . Questo dato è drasticamente inferiore alla media di 364,8 milioni calcolata sul periodo 2006-2025, indicando un deficit che supera il 60%, vicino al 61% indicato. La situazione è particolarmente critica per il Lario . Già a inizio mese, nel Lago di Como risultavano invasati appena 16 milioni di metri cubi d’acqua , un calo dell’ 87% rispetto ai 117,6 milioni medi del periodo di riferimento. Anche i grandi invasi artificiali registrano livelli preoccupanti, con 119,1 milioni di metri cubi disponibili contro una media di 247,3 milioni. «Il dato più preoccupante è la rapidità con cui le riserve continuano a diminuire» afferma Fortunato Trezzi , presidente di Coldiretti Como Lecco. «I temporali estivi, anche quando sono intensi, risultano troppo localizzati e troppo brevi per ricaricare in modo significativo laghi, corsi d’acqua e terreni. Una parte rilevante dell’acqua scorre via rapidamente senza penetrare nel suolo». Nell’arco di una sola settimana, il deficit complessivo del bacino dell’Adda si è aggravato del 17,5% . Il volume invasato nel Lago di Como è diminuito del 36% , mentre quello dei grandi bacini artificiali si è ridotto del 12,5% . Il livello del Lario è tornato sotto lo zero idrometrico , avvicinandosi ai valori registrati durante la grande siccità del 2022. La scarsità degli afflussi, sensibilmente inferiori al deflusso, rende probabile un’ulteriore discesa nei prossimi giorni, nonostante il contributo garantito dagli invasi alpini. Le conseguenze della siccità sono già pesantemente visibili nelle aziende agricole. I prati asciutti riducono la quantità e la qualità degli sfalci, i pascoli perdono capacità produttiva e le colture richiedono irrigazioni più frequenti, proprio mentre la disponibilità d’acqua diminuisce drasticamente. «La scarsità idrica incide direttamente sulla produzione di foraggio» sottolinea Trezzi. «Per le aziende zootecniche significa meno erba e meno fieno disponibili, con la necessità di acquistare alimenti dall’esterno e affrontare nuovi costi. Nelle aree montane , dove i terreni sono più difficili da lavorare e le alternative sono limitate, il problema assume dimensioni ancora maggiori». La siccità aumenta inoltre il rischio di stress per gli animali allevati. Il caldo e la minore disponibilità di acqua e foraggio possono ridurre la produzione di latte e compromettere il benessere delle mandrie, imponendo alle imprese ulteriori interventi per garantire ventilazione, abbeveraggio e alimentazione adeguata. Anche le coltivazioni orticole e frutticole risentono della mancanza di precipitazioni regolari. Temperature elevate e terreni secchi accelerano la maturazione, riducono le pezzature e possono provocare danni irreversibili nelle fasi più delicate dello sviluppo delle piante. «La situazione conferma quanto sia necessario programmare l’utilizzo dell’acqua con grande attenzione» osserva il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori . «Occorre garantire priorità agli usi essenziali e produttivi, mantenendo un coordinamento costante tra invasi alpini, regolazione del lago e fabbisogni agricoli della pianura». Per Coldiretti Como Lecco, i temporali isolati non possono essere considerati una risposta alla crisi. Per recuperare il deficit accumulato sarebbero necessarie precipitazioni diffuse, continue e capaci di interessare l’intero bacino, soprattutto nelle aree montane che alimentano il Lago di Como e il sistema dell’Adda. La situazione attuale richiama inoltre la necessità di accelerare gli interventi strutturali per raccogliere e conservare l’acqua nei periodi più piovosi, migliorare l’efficienza delle reti e ridurre le dispersioni. «L’acqua deve essere trattenuta quando è disponibile e utilizzata con razionalità nei periodi di scarsità» conclude Salvadori. «La tutela dell’agricoltura coincide con la tutela del territorio: senza aziende attive aumentano l’abbandono dei prati, il degrado dei versanti e il rischio idrogeologico». Coldiretti Como Lecco continuerà a seguire l’evoluzione delle riserve e le ripercussioni sulle aziende, con particolare attenzione alle aree montane e agli allevamenti maggiormente esposti alla carenza di foraggio. Immagine generata con AI.
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