(Adnkronos) – Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha dichiarato che la distribuzione della memoria RAM nei computer personali rappresenta un’allocazione inefficiente delle risorse globali. L’affermazione è emersa durante un’intervista al podcast Cheeky Pint, in risposta a una domanda sulla carenza di componenti che da mesi interessa il mercato. Secondo Altman, esiste una convinzione diffusa tra gli utenti: la disponibilità di modelli open source eseguibili in locale ridurrebbe il bisogno di infrastrutture centralizzate. Il manager ritiene che questa impressione sia scorretta. In un contesto di offerta limitata di DRAM, ha spiegato, la memoria installata nei dispositivi personali resta inutilizzata per gran parte del tempo, con un impiego stimato intorno al cinque per cento. I data center, al contrario, garantirebbero un tasso di utilizzo molto più elevato. La situazione dipende in larga parte dagli accordi commerciali già in vigore. Samsung e SK Hynix, tra i principali produttori di memorie, hanno stipulato contratti pluriennali con i fornitori di servizi cloud e con iniziative come Stargate, il progetto di OpenAI per le infrastrutture di calcolo. Tali intese hanno riservato una quota rilevante della produzione mondiale di RAM per i prossimi anni. Le somme che questi operatori sono disposti a investire nell’acquisto di chip incidono direttamente sul prezzo finale dei prodotti. Laptop, smartphone e altri dispositivi elettronici di consumo stanno registrando aumenti di listino, che secondo l’andamento attuale del settore proseguiranno finché la domanda dei data center continuerà a superare la capacità produttiva.
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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