È stato arrestato ad Arcene , nella provincia di Bergamo , un cittadino uruguaiano di 38 anni, senza fissa dimora e con precedenti. L’episodio, avvenuto nella mattinata di venerdì 26 giugno 2026, ha visto l’uomo resistere ai Carabinieri intervenuti lungo la Strada Statale 42, dopo essere stato segnalato in stato confusionale. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Bergamo , che ha disposto per il 38enne il divieto di dimora in città e provincia. I fatti hanno preso il via intorno alle 07:45 di venerdì 26 giugno 2026. Una pattuglia della Stazione Carabinieri di Treviglio è intervenuta d’urgenza sulla Strada Statale 42, in direzione Arcene, a seguito della segnalazione di un uomo che camminava pericolosamente a ridosso del flusso veicolare, in evidente stato confusionale. I militari sono riusciti a intercettare il soggetto nei pressi del distributore di carburante Tamoil, alle porte del centro abitato di Arcene. Nel tentativo di sottrarlo al pericolo concreto di investimento e garantire la sicurezza stradale, lo hanno condotto, con non poche difficoltà, all’interno del piazzale dell’area di servizio. Data la sua precaria condizione psicofisica e il visibile stato di alterazione, è stato richiesto l’intervento del personale sanitario del 118. Tuttavia, all’arrivo dell’ambulanza, l’uomo si è rifiutato di ricevere qualsiasi assistenza medica. Di fronte al rifiuto di farsi identificare e all’assenza di documenti che ne attestassero l’identità, i Carabinieri lo hanno accompagnato presso la Caserma di Treviglio per procedere alla compiuta identificazione. Durante le prime fasi del fotosegnalamento, il fermato ha manifestato totale non collaborazione. Per sottrarsi alle procedure, si è divincolato energicamente, spintonando i militari e sbracciando con veemenza. Questo ha costretto gli operanti a mollare temporaneamente la presa per evitare di essere colpiti, impedendo così di eseguire regolarmente la fotografia segnaletica e il rilevamento delle impronte digitali. Nonostante la resistenza e l’impossibilità di completare i rilievi, i Carabinieri sono riusciti comunque, attraverso un applicativo informatico in uso alle Forze dell’ordine, a risalire all’esatta identità del soggetto. È emerso che D.P.F., cittadino uruguaiano di 38 anni, era già gravato da plurimi precedenti specifici proprio per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni sulla propria identità. Per quanto accaduto, l’uomo è stato tratto in arresto in quanto resosi responsabile dei reati di resistenza attiva a pubblico ufficiale. Dell’arresto è stato informato il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Bergamo , il quale ha disposto il trattenimento dell’arrestato all’interno delle camere di sicurezza del Comando Compagnia di Treviglio, per poi essere tradotto in giudizio direttissimo l’indomani. Pertanto, il 20 giugno 2026, si è tenuto il processo presso il Tribunale di Bergamo . All’esito dell’udienza, il Giudice ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’uomo la misura del divieto di dimora a Bergamo e provincia. La notizia, divulgata oggi venerdì 3 luglio 2026, è comunicata per la sua rilevanza pubblica. Si precisa che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti dell’indagato sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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