Nella notte del 16 agosto 2026, un 36enne italiano con precedenti penali, G.S., è stato arrestato ad Arzago d’Adda dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Treviglio, in provincia di Bergamo. L’uomo, armato di un coltello con lama di 20 centimetri, aveva partecipato a una rissa e ha opposto una violenta resistenza ai militari. La notizia, diffusa oggi venerdì 21 agosto 2026 dal Comando Provinciale di Bergamo, riporta anche del tentativo dell’arrestato di inscenare una farsa alla residenza della fidanzata, ma è stato smentito dalle prove acquisite.
L’episodio di tensione ha avuto inizio quando i Carabinieri sono stati allertati per un uomo che si aggirava all’esterno di una sala slot locale, nascondendo un grosso coltello dietro la schiena. I militari, intervenuti prontamente sul posto, hanno individuato G.S. all’interno del locale, in evidente stato di alterazione psicofisica. Fin dai primi istanti, l’uomo ha mostrato un atteggiamento ostile e minaccioso, cercando di intimidire gli operanti con i suoi trascorsi carcerari.
Dalle telecamere di videosorveglianza, i Carabinieri hanno accertato che G.S. aveva poco prima nascosto il coltello, con una lama di 20 centimetri, sotto un apparecchio cambia monete. L’arma è stata immediatamente presa in carico e sequestrata. Testimonianze raccolte sul posto hanno rivelato inoltre che, poco prima dell’arrivo della pattuglia, l’uomo aveva partecipato a una rissa all’esterno del locale, brandeggiando la lama contro uno sconosciuto e sferrando un pugno al proprio cugino.
Accompagnato all’esterno per evitare ulteriori disordini, G.S. ha cercato ripetutamente lo scontro fisico con i Carabinieri, minacciandoli di morte e tentando di colpirli. Nonostante i tentativi dei militari e l’intervento del cugino per trattenerlo, l’uomo ha tentato la fuga e poi si è scagliato contro i Carabinieri. Così gli operanti si sono visti costretti a bloccarlo e metterlo in condizione di sicurezza. Durante l’ammanettamento, l’indagato ha sferrato vari calci contro un militare e, una volta collocato nell’auto di servizio, ha colpito con violente testate la paratia in plexiglass. È stato quindi tratto in arresto in flagranza per resistenza a Pubblico Ufficiale e deferito per porto abusivo di armi.
Sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero, l’uomo – sprovvisto delle chiavi del proprio appartamento – è stato scortato presso la residenza della fidanzata a Treviglio. Qui ha messo in atto una vera e propria farsa: all’atto di accedere nell’abitazione, ha chiesto alla compagna di riprenderlo con il cellulare dichiarando falsamente di essere stato picchiato dalle Forze dell’Ordine. Ha poi allertato i soccorsi sanitari e si è fatto trasportare in ospedale, da dove è stato dimesso poche ore dopo con lievi contusioni. A smontare la sua versione è stato proprio l’audio del filmato girato dalla donna, acquisito dagli operanti, dal quale è emersa in modo inconfutabile la condotta assolutamente corretta, pacifica e professionale tenuta dai Carabinieri. L’arrestato è rimasto così a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del giudizio direttissimo, al cui esito il Giudice ha disposto la misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione presso la Stazione Carabinieri.
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