Barbara Quaresmini Eletta a Milano Presidente Confesercenti Lombardia: Allarme Desertificazione Commerciale nelle Province

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Oggi, giovedì 18 giugno 2026 , Confesercenti Lombardia ha eletto Barbara Quaresmini come nuova presidente regionale, la prima donna a ricoprire l’incarico. L’assemblea, tenutasi a Milano presso Palazzo dei Giureconsulti, ha lanciato un forte allarme sulla desertificazione commerciale : escluso il capoluogo milanese, la rete di vicinato è in recessione in ben 11 province su 12, con un impatto significativo anche nei territori di Bergamo e Brescia , interessando potenzialmente anche aree come la Val Seriana e la Valle Camonica . L’allarme emerge dall’ultimo Osservatorio sulla rete distributiva regionale diffuso da Confesercenti Lombardia. Il commercio di vicinato in Lombardia viaggia a due velocità: mentre Milano registra una crescita, le altre 11 province vedono la rete distributiva di prossimità stagnante o in netta recessione. Negli ultimi cinque anni, la regione ha perso quasi 4.000 metri quadrati di superficie di prossimità, una tendenza che si inserisce in un quadro nazionale dove sono state chiuse oltre 100.000 attività di vicinato . A pesare è la continua crescita della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), che indebolisce la rete commerciale locale. La neopresidente Barbara Quaresmini , imprenditrice bresciana attiva nel settore immobiliare e già ai vertici di Confesercenti della Lombardia Orientale, ha delineato le sfide e le linee strategiche. “Accanto alla concorrenza della grande distribuzione, il tessuto economico sconta una forte crisi occupazionale legata al reperimento della forza lavoro: i pubblici esercizi registrano una carenza strutturale di personale, con il 46,9% delle assunzioni programmate che incontra pesanti difficoltà”, ha spiegato Quaresmini. Altro nodo cruciale è l’invecchiamento dei titolari e la difficile sfida della successione imprenditoriale, con percentuali significative di negozi storici a Sondrio ( 37,7% ), Lecco ( 24,8% ), Lodi ( 23,6% ) e Mantova ( 21,8% ) aperti prima del 2000. Inoltre, gli adempimenti amministrativi assorbono il 3% del fatturato delle imprese, un peso non indifferente per le piccole realtà. Per invertire la rotta, Confesercenti Lombardia propone l’istituzione delle Zone Economiche Speciali (Zes) di Prossimità, il potenziamento dei Distretti del Commercio, investimenti nella formazione continua – attraverso una Scuola di Alta Formazione per il turismo e l’ospitalità – e una decisa semplificazione burocratica. Una leva decisiva per lo sviluppo è rappresentata dall’ imprenditoria femminile , un settore che in Lombardia conta circa 190.000 imprese guidate da donne, concentrate proprio nel commercio, turismo e servizi, ma che sconta ancora ostacoli nell’accesso al credito e nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro. All’assemblea, che ha visto la partecipazione del presidente nazionale Confesercenti Nico Gronchi e degli assessori regionali Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Guido Guidesi (Sviluppo economico), sono intervenuti anche rappresentanti istituzionali. L’assessore Massari ha sottolineato come “il commercio di prossimità rappresenti un presidio fondamentale per la vitalità delle nostre comunità e per l’attrattività delle destinazioni lombarde. Turismo, commercio, pubblici esercizi e produzioni locali costituiscono un’unica filiera che genera valore per i territori”. Ha aggiunto che il nuovo Piano del Turismo 2026-2028 mira a distribuire i flussi turistici su tutta la Lombardia , valorizzando borghi e aree interne, per opportunità concrete anche nelle valli come la Val Seriana e la Valle Camonica . Il presidente nazionale Nico Gronchi ha concluso ribadendo che “il commercio non scompare, cambia pelle, ed è più moderno che mai. Ma la trasformazione non è uguale ovunque. Nei territori più fragili la trasformazione diventa desertificazione e si innesca un circolo vizioso”. Gronchi ha enfatizzato che la desertificazione non è un effetto inevitabile, bensì “una scelta politica, una mancanza di governo delle trasformazioni. Tornare a presidiare i territori è la vera partita, in Italia come in tutta Europa”.
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