Bergamo, minaccia di darsi fuoco davanti al Tribunale: gesto estremo sventato da Carabinieri e Vigili del fuoco

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Momenti di forte tensione nella mattinata di venerdì 6 marzo davanti al Tribunale di Bergamo, dove un uomo ha minacciato di darsi fuoco dopo essersi cosparso il corpo con del liquido infiammabile. Il gesto estremo è stato sventato grazie al tempestivo intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine.

La situazione si è verificata in via Borfuro, dove i Carabinieri sono intervenuti rapidamente attivando un massiccio dispositivo di sicurezza. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza con la chiusura al traffico pedonale e veicolare per evitare rischi ai presenti.

Fondamentale si è rivelata anche l’azione del militare negoziatore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, che ha avviato un dialogo con l’uomo nel tentativo di dissuaderlo dal compiere il gesto.

Durante le fasi di trattativa, il 46enne ha tentato di appiccare il fuoco utilizzando alcuni accendini. In quel momento è stato decisivo il rapido intervento dei Vigili del fuoco di Bergamo, che sono riusciti a neutralizzare la minaccia utilizzando un estintore, impedendo che la situazione potesse degenerare.

Alle operazioni hanno collaborato anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale, che hanno fornito supporto nella gestione dell’area e del complesso intervento.

Sul posto è arrivato anche il personale sanitario del 118, che ha prestato le prime cure all’uomo prima del trasferimento all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per ulteriori accertamenti e per una valutazione specialistica.

L’uomo, un 46enne residente in provincia di Bergamo, è stato deferito in stato di libertà per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, in riferimento alla tanica di benzina utilizzata durante l’episodio. Secondo quanto emerso, il gesto sarebbe riconducibile a pregresse problematiche di natura giudiziaria e familiare.

L’intervento si è concluso senza feriti grazie all’azione coordinata di forze dell’ordine e soccorritori. Al termine delle operazioni l’area è stata riaperta al transito.

Il procedimento si trova nella fase prevista dalla legge e nei confronti dell’uomo resta valido il principio della presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.

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