Bezos punta alla Luna per spostare le fabbriche nello spazio

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(Adnkronos) – Jeff Bezos è stato il protagonista assoluto della giornata inaugurale di VivaTech, la fiera parigina dedicata alle startup e alla tecnologia. Davanti a una platea gremita, il fondatore di Amazon ha condiviso il palco con il direttore generale di Blue Origin, Dave Limp, e l'ex astronauta della NASA Mike Massimino, delineando le prossime tappe della nuova corsa allo spazio. Nonostante i recenti imprevisti tecnici, segnati dall'esplosione a terra del vettore New Glenn a Cape Canaveral solo tre settimane fa, i piani dell'imprenditore statunitense per l'esplorazione lunare rimangono concreti e ambiziosi, posizionandosi in rotta di collisione diretta con le attività di Elon Musk e della sua SpaceX. La strategia a lungo termine di Blue Origin non prevede un semplice passaggio istituzionale sul satellite, ma l'avvio di un insediamento stabile. "Questa volta andiamo sulla Luna per rimanerci, non solo per visitarla", ha dichiarato Bezos, identificando il satellite terrestre come il trampolino di lancio necessario per le future missioni verso Marte. Il piano industriale si concentra inizialmente sullo sfruttamento delle risorse in situ, con particolare riferimento al ghiaccio presente nei crateri polari, convertibile tramite elettrolisi in ossigeno e idrogeno liquido.  L'obiettivo è creare stazioni di rifornimento direttamente nello spazio, una visione che punta a delocalizzare i comparti produttivi più inquinanti fuori dall'atmosfera per preservare il pianeta. Secondo Bezos, lo stato di sofferenza dell'ambiente è l'unico indicatore globale peggiorato rispetto a cinque secoli fa: l'accesso a materie prime da asteroidi e corpi celesti consentirebbe quindi di restituire alla Terra lo status di "pianeta giardino" dell'era pre-industriale. Questo modello si inserisce nello stesso filone competitivo del progetto Terafab di Elon Musk, orientato all'installazione di data center e infrastrutture di calcolo ad alta potenza in orbita. Oltre alle rotte commerciali spaziali, il dibattito ha toccato l'impatto dei sistemi di intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, un ambito che vede Bezos attivo anche attraverso la startup Prometheus. Lungi dal considerare l'automazione una minaccia esiziale per l'occupazione, la prospettiva presentata a Parigi inquadra la tecnologia come un acceleratore di creatività e uno stimolo per la nascita di nuove imprese.  Respingendo lo scetticismo diffuso, il manager ha esortato le nuove generazioni a sfruttare il contesto storico attuale, definito come il momento migliore per avviare un'attività indipendente. "Siamo limitati non dalla nostra immaginazione, ma da ciò che possiamo fare in realtà. C'è una gamma infinita di cose da inventare", ha concluso Bezos, confermando come l'evoluzione tecnologica debba operare come un fattore di potenziamento delle capacità umane piuttosto che come un elemento di esclusione sociale. 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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