Biennale Arte e contestazioni per Padiglione Russia: Fondazione risponde a Bruxelles

🔔 Vuoi ricevere le notizie di Montagne & Paesi sul tuo smartphone? WhatsApp WhatsApp | Telegram Telegram

(Adnkronos) – La Fondazione Biennale di Venezia ha inviato, entro i termini fissati dalla Commissione europea, la propria risposta ufficiale alle contestazioni formulate da Bruxelles sulla presenza del Padiglione della Federazione Russa durante la Vernice della Biennale Arte 2026. La scadenza per le controdeduzioni era fissata per lunedì 11 maggio. Fonti della Commissione europea hanno confermato all'Adnkronos di avere ricevuto la risposta della Biennale alla prima lettera spedita a Venezia, il 10 aprile scorso, cui ne è seguita una seconda il 30 aprile scorso, con ulteriori richieste di chiarimenti, a cui la Fondazione dovrà rispondere entro il prossimo 30 maggio. La prima lettera inviata dalla Ue riguarda la 61/a Esposizione internazionale d'Arte, ed in particolare il caso del Padiglione russo eccezionalmente aperto dal 5 all’8 maggio esclusivamente agli accreditati della Vernice – artisti, curatori, stampa e operatori culturali – per poi essere chiuso dal 9 maggio, giorno di apertura ufficiale della rassegna ai visitatori. La Commissione europea aveva chiesto chiarimenti formali al governo italiano e alla Fondazione Biennale, ipotizzando possibili violazioni del regime di sanzioni contro la Federazione Russa introdotto dopo l’invasione dell’Ucraina. Al centro delle contestazioni, il sospetto che l’organizzazione veneziana abbia fornito servizi professionali e logistici non consentiti a soggetti riconducibili allo Stato russo e che la presenza del padiglione possa aver generato un vantaggio economico indiretto per Mosca. Secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti vicine al dossier, nella memoria inviata alla Ue la Fondazione avrebbe sostenuto che non vi sarebbe stato alcun invito politico alla Russia e che il Padiglione russo, essendo proprietà permanente dello Stato russo ai Giardini della Biennale fin dal 1914, non potrebbe essere assimilato a una nuova partecipazione formalmente autorizzata dall’ente veneziano. Nella risposta trasmessa a Bruxelles, la Fondazione avrebbe anche escluso di avere erogato servizi economici o professionali in violazione dei regolamenti europei, sostenendo che le attività organizzative siano state mantenute entro i limiti amministrativi indispensabili alla sicurezza e alla gestione degli spazi. La lettera arrivata a Bruxelles servirà anche per valutare la compatibilità della vicenda con i finanziamenti europei destinati alla Biennale di Venezia, circa due milioni per progetti legati al cinema, da erogare entro il 2028. L'eventuale accertamento di una violazione del regime sanzionatorio potrebbe comportare lo stop ai contributi Ue assegnati alla Fondazione veneziana. 
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

WhatsApp Logo

📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!

Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.

👉 Clicca qui per iscriverti al canale

Telegram Logo

📢 Seguici anche su Telegram!

Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.

👉 Clicca qui per iscriverti su Telegram

Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Puoi trovare maggiorni informazioni sul nostro trattamento dei dati personali nella nostra Privacy Policy