Bombe d’Acqua tra Como e Lecco: campi allagati dopo l’Estate record del 2026

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Violenti temporali hanno colpito le province di Como e Lecco nella notte tra l’8 e il 9 settembre 2026, lasciando i campi allagati e segnando una brusca fine all’estate più calda mai registrata in Lombardia. Coldiretti Como Lecco sta raccogliendo le segnalazioni per valutare i danni a colture e strutture agricole, già provate da mesi di siccità e temperature record.

I tecnici di Coldiretti Como Lecco sono al lavoro per verificare i danni su terreni e appezzamenti invasi dall’acqua. Questo evento segue settimane di caldo persistente e siccità che hanno messo a dura prova l’agricoltura lariana. Le intense precipitazioni, concentrate in poche ore, i terreni faticano ad assorbirle, trasformandosi in ruscellamento e allagamenti anziché ricostituire le riserve idriche.

La perturbazione, con piogge intense, temporali e forti raffiche di vento, era stata preceduta da un’allerta meteo. Il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi, ha sottolineato: «Siamo passati in pochissimo tempo dai terreni secchi alle precipitazioni violente. È esattamente il tipo di andamento che mette maggiormente in difficoltà l’agricoltura: non serve soltanto acqua, serve che arrivi nei tempi e nei modi che permettono ai terreni e alle colture di utilizzarla. Dopo un’estate durissima, una bomba d’acqua non recupera ciò che è già stato perso e può, al contrario, provocare nuovi problemi proprio mentre ci avviciniamo alle raccolte autunnali».

I dati di Arpa Lombardia confermano l’eccezionalità dell’estate. Nel trimestre giugno-agosto 2026, la temperatura media regionale è stata di 3,1 gradi superiore alla media climatica 1991-2020. Questo è il valore più alto della serie storica iniziata nel 1951, superando le estati del 2003 (+2,8 gradi) e del 2022 (+2,7).

Il caldo record ha caratterizzato anche il Lario. Il 5 agosto a Porlezza il termometro ha raggiunto i 38,8 gradi. A Como città, la stazione meteorologica dell’Aero Club ha toccato i 37,4 gradi l’11 agosto. Sul versante lecchese, la stazione Arpa di via Sora ha registrato una punta di 37,5 gradi l’8 agosto, mentre a Olginate l’11 agosto sono stati raggiunti i 37,2 gradi.

Non sono stati solo i picchi a incidere, ma la durata delle fasi calde e l’assenza di piogge regolari. Coldiretti Como Lecco ha già stimato perdite produttive sul mais non inferiori al 40% nelle zone più colpite, soprattutto negli appezzamenti non irrigui. Anche il secondo taglio del fieno è risultato quasi azzerato in molte aree, riducendo le scorte per gli allevamenti e costringendo all’acquisto di foraggio. In oltre il 30% dei campi di pianura non è stato possibile effettuare normalmente la seconda coltura, con problemi per mais e soia di secondo raccolto.

Le conseguenze si sono sentite anche in montagna, dove i pascoli secchi hanno costretto gli allevatori a trasportare fieno dalla valle. Il caldo ha anticipato anche il calendario delle produzioni: la vendemmia nei vigneti lariani è partita con circa due settimane di anticipo rispetto alla media.

Il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori, ha aggiunto: «Il problema non è più soltanto la singola giornata eccezionale. È una successione sempre più rapida di estremi: lunghi periodi senza acqua, temperature elevatissime e poi precipitazioni concentrate e violente. Per le imprese agricole significa dover gestire contemporaneamente minori produzioni, maggiori costi e un’incertezza crescente. La gestione dell’acqua e la capacità del territorio di trattenerla saranno una delle sfide decisive per il futuro dell’agricoltura lariana».

Nonostante precipitazioni estive complessivamente nella norma a livello regionale, Arpa ha evidenziato come la pioggia si sia concentrata in pochi episodi temporaleschi, lasciando le riserve idriche sotto la media per tutta la stagione irrigua, con deficit superiori al 50% tra luglio e agosto. Le piogge di queste ore potrebbero segnare la fine del caldo, con un abbassamento delle temperature di 8-10 gradi, ma non cancellano le pesanti conseguenze di un’estate che ha già lasciato un segno profondo nelle campagne di Como e Lecco.

Immagine generata con AI.

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