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Bufera sui parcheggi «rosa» a Pontida, vietati a lesbiche e extracomunitarie

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A Pontida il regolamento comunale per la gestione dei parcheggi prevede permessi gratuiti per le donne in gravidanza ma solo se appartenenti ad un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Ue. “Non è una semplice azione folkloristica o di propaganda messa in campo da un partito che sull’avversione per il diverso ha fondato tutta la sua strategia: qui abbiamo superato, oltre alla soglia della decenza, anche quella della civiltà”. A denunciare la decisione dell’amministrazione leghista è la deputata Dem Elena Carnevali.

“Solo un’ideologia cieca – aggiunge Carnevali – può pensare di distinguere tra mamma e mamma, di valutare meno i dolori o i disagi di una donna in stato di gravidanza in base al colore della pelle o allo stato di famiglia, di dispensare i diritti in base a criteri che la Costituzione italiana respinge e ripudia”.  Sulla vicenda è intervenuto anche il vicesegretario del Pd Maurizio Martina: “Si ritiri subito questo provvedimento vergognoso”.

In serata è però arrivata la retromarcia della Lega. “Domani il primo atto sarà la modifica del regolamento. I parcheggi rosa sono destinati a tutte le mamme e le donne che aspettano un bambino. Senza alcuna distinzione” hanno affermato il sindaco di Pontida Luigi Carozzi e il segretario provinciale della Lega a Bergamo Daniele Belotti.


 

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