Cancro prostata, caccia ai punti deboli per cure su misura

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(Adnkronos) – Identificare nuove strategie per bloccare la progressione del tumore alla prostata e, soprattutto, capire in anticipo quale farmaco funzionerà su ogni singolo paziente. Questi in sintesi gli obiettivi di 'Metapro', il nuovo progetto di ricerca internazionale che punta a rivoluzionare il trattamento di uno dei tumori maschili più diffusi. Il coordinamento di questa sfida scientifica è stato affidato all’Irccs di Candiolo (Torino), che si è aggiudicato il bando EP PerMed Joint Transnational Call 2025, superando una selezione durissima (solo 22 progetti finanziati su 110 presentati in tutta Europa).  Al progetto sono stati attribuiti 1.078.887 euro, e vede come coordinatrice Sabrina Arena, responsabile del laboratorio di Translational Cancer Genetics dell’Ircss di Candiolo. La sua guida sottolinea il ruolo centrale dell'Istituto nel panorama della ricerca oncologica internazionale, unica figura femminile a capo di un network internazionale composto da partner di eccellenza in Finlandia, Germania e Regno Unito,  “Ogni anno si registrano in Italia oltre 41.000 nuovi casi di tumore alla prostata che rappresentano oltre il 20% delle neoplasie maschili – spiega Arena -., inizialmente curabili, sviluppano col tempo una resistenza alle terapie convenzionali. 'Metapro' nasce per spezzare questo meccanismo attraverso tre obiettivi chiave: mappare la resistenza, cioè decifrare i meccanismi molecolari e metabolici che permettono al tumore di ‘sfuggire’ ai farmaci; utilizzare la farmacogenomica per individuare combinazioni di farmaci che, agendo insieme su specifiche debolezze del DNA tumorale, distruggono le cellule cancerose in modo chirurgico e senza danneggiare quelle sane; e testare queste strategie su modelli ultra-precisi per garantire che i risultati della ricerca si traducano rapidamente in benefici per il paziente”. Per raggiungere questi scopi, il progetto utilizzerà una delle tecnologie più avanzate a disposizione dell’Irccs di Candiolo: gli organoidi. “Si tratta di veri e propri ‘avatar’ del paziente, ovvero mini-tumori coltivati in laboratorio che replicano fedelmente le caratteristiche del cancro originale, permettendo di testare le cure in un ambiente sicuro e altamente predittivo”, sottolinea Anna Sapino, direttore scientifico dell’Istituto di Candiolo.  A conferma del forte impatto sociale del progetto, 'Metapro' vede la partecipazione attiva di Europa Uomo, il principale network europeo di associazioni di pazienti. “Il finanziamento di 'Metapro' è un riconoscimento alla nostra capacità di fare innovazione – conclude Salvatore Nieddu, direttore generale dell’Irccs di Candiolo -. Grazie al sostegno del ministero della Salute e alla collaborazione internazionale, potremo offrire nuove speranze ai pazienti con forme avanzate di tumore, portando la medicina di precisione direttamente al letto del malato”. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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