Una battaglia storica per i territori montani di Bergamo , Brescia , Val Seriana e Valle Camonica ha visto un importante successo. Il Consiglio Regionale della Lombardia ha infatti approvato, nella giornata di ieri, l’emendamento che porterà al 100% la percentuale dei canoni delle grandi derivazioni idroelettriche destinata alle Province. Un passo che garantisce un finanziamento stabile e atteso. A darne notizia è il Consigliere regionale Jacopo Scandella (PD), tra i firmatari dell’iniziativa.
Questo risultato rappresenta l’ultimo miglio di un percorso iniziato nel 2013, quando solo la provincia di Sondrio beneficiava di tali trasferimenti in modo significativo. Per tutti gli altri territori lombardi, la quota era marginale, tra il 5 e il 10% dei canoni incassati dalla Regione. Nel 2020, la percentuale era già salita all’80%. “Ieri abbiamo finalmente fatto l’ultimo miglio di un percorso che garantirà un finanziamento stabile alle province ed in particolare ai territori montani”, ha dichiarato Jacopo Scandella , che insieme ai colleghi di maggioranza ha sottoscritto l’emendamento.
L’attenzione si sposta ora sul rinnovo delle concessioni per lo sfruttamento dell’acqua nelle centrali idroelettriche lombarde, che andranno riassegnate “a breve” per i prossimi decenni. “L’auspicio è che ora ci si possa concentrare in tempi rapidi e in modo costruttivo sulle nuove concessioni”, ha aggiunto il Consigliere. Scandella ha rilanciato alla Giunta la proposta di creare una società mista pubblico-privato, sull’esempio virtuoso del Trentino, per la gestione delle concessioni idroelettriche e dei relativi utili. Questa soluzione permetterebbe sia di mantenere una regia pubblica sugli investimenti e sulla gestione degli impianti, sia di valorizzare le competenze accumulate dalle società private maturate in decenni di attività.
“Che sia attraverso la costituzione della società o il meccanismo delle gare, la cosa più importante è non perdere altro tempo: ogni anno in più di proroghe sono meno soldi incassati sui territori, investimenti in manutenzione, sicurezza e innovazione che non vengono fatti”, ha concluso Scandella .
Questo risultato rappresenta l’ultimo miglio di un percorso iniziato nel 2013, quando solo la provincia di Sondrio beneficiava di tali trasferimenti in modo significativo. Per tutti gli altri territori lombardi, la quota era marginale, tra il 5 e il 10% dei canoni incassati dalla Regione. Nel 2020, la percentuale era già salita all’80%. “Ieri abbiamo finalmente fatto l’ultimo miglio di un percorso che garantirà un finanziamento stabile alle province ed in particolare ai territori montani”, ha dichiarato Jacopo Scandella , che insieme ai colleghi di maggioranza ha sottoscritto l’emendamento.
L’attenzione si sposta ora sul rinnovo delle concessioni per lo sfruttamento dell’acqua nelle centrali idroelettriche lombarde, che andranno riassegnate “a breve” per i prossimi decenni. “L’auspicio è che ora ci si possa concentrare in tempi rapidi e in modo costruttivo sulle nuove concessioni”, ha aggiunto il Consigliere. Scandella ha rilanciato alla Giunta la proposta di creare una società mista pubblico-privato, sull’esempio virtuoso del Trentino, per la gestione delle concessioni idroelettriche e dei relativi utili. Questa soluzione permetterebbe sia di mantenere una regia pubblica sugli investimenti e sulla gestione degli impianti, sia di valorizzare le competenze accumulate dalle società private maturate in decenni di attività.
“Che sia attraverso la costituzione della società o il meccanismo delle gare, la cosa più importante è non perdere altro tempo: ogni anno in più di proroghe sono meno soldi incassati sui territori, investimenti in manutenzione, sicurezza e innovazione che non vengono fatti”, ha concluso Scandella .
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