(Adnkronos) – L’escalation del conflitto in Iran ha innescato un aumento diffuso dei prezzi dei carburanti in tutta Europa, ma con intensità differenti tra i vari Paesi del vecchio continente. Secondo un’analisi di Facile.it sui dati della Commissione Europea aggiornati al 9 marzo, l’Italia si colloca tra le nazioni dell’Eurozona con i rincari più contenuti, pur in un contesto di pressione crescente sui consumatori. Nel dettaglio, l’aumento della benzina nel nostro Paese si è fermato al +5,5%, contro una media europea dell’8,9%, mentre il diesel ha registrato un incremento del +9,8%, ben al di sotto di quello osservato in Germania (+24,8%) e Austria (+22,8%). Guardando al quadro europeo, i rialzi più marcati si concentrano nel Nord del continente, ad esempio Germania, Austria e Finlandia guidano la classifica degli aumenti per la benzina, mentre per il diesel si conferma una dinamica ancora più accentuata, con incrementi superiori al 20% in diversi Paesi europei. l’Italia resta comunque nella fascia medio-alta per prezzi assoluti alla pompa. Guardando ai valori medi alla pompa nell’ultima rilevazione della Commissione Europea, rispetto alla benzina al primo posto ci sono i Paesi Bassi (2,172 euro al litro), seguiti da Germania (2,075 €/litro) e Finlandia (1,926 €). L’Italia si posiziona all’ottavo posto tra i Paesi dell’Eurozona. Il problema vero per i pendolari, dopo questi aumenti, è il costo del tragitto casa-lavoro-casa che diventa sempre più oneroso, con un impatto crescente sui bilanci familiari. In particolare nelle grandi aree urbane e nelle tratte extraurbane ad alta percorrenza, il carburante si conferma una delle principali voci di spesa legate alla mobilità questo a causa anche da un aumento sconsiderato delle singole pompe di benzina che spesso aumentano a dismisura il prezzo. “I dati rilevati dalla nostra analisi” ha spiegano Facile.it “raccontano uno scenario che già al 9 marzo evidenziava notevoli differenze fra gli Stati. Vista la diversa tempistica usata nelle varie nazioni per la raccolta dei dati, questi sono gli ultimi numeri confrontabili ma sappiamo già, almeno per l’Italia, che i nuovi valori saranno maggiori”.
—motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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