Bergamo, 8 settembre 2026 – L’allarme sul “caro scuola” da 1.300 euro a studente, riproposto puntuale anche quest’anno, è stato fermamente contestato da Federcartolai Confcommercio. L’associazione, supportata da una rilevazione nazionale e dalle dichiarazioni del presidente del Gruppo Librai e Cartolibrai Confcommercio Bergamo Cristian Botti, presenta oggi dati reali che smentiscono questa cifra, evidenziando costi molto inferiori e aumenti contenuti per il materiale scolastico, offrendo una prospettiva chiara alle famiglie del territorio bergamasco, della Val Seriana e oltre.
Secondo le rilevazioni lanciate da Federcartolai su tutto il territorio nazionale, e a cui hanno già risposto centinaia di cartolai, la spesa effettiva per il materiale scolastico è ben diversa dai 1.300 euro annunciati, cifra che si ripete identica da tre anni. Il quadro che emerge è molto diverso da quanto denunciato: uno zaino base, non griffato, costa tra 40 e 50 euro nel 70% dei negozi; un astuccio a tre zip tra 19 e 29 euro, uno semplice tra 5 e 15 euro. Per un diario si spendono tra 16 e 25 euro, e il set completo di quaderni e copertine varia tra 12 e 20 euro. Una calcolatrice scientifica arriva fino a 18 euro, mentre la cancelleria completa costa fino a 14 euro.
La voce più onerosa e variabile resta quella dei libri di testo, che in prima media possono arrivare fino a 350 euro. Per toccare quota 1.300 euro, osserva Federcartolai, “bisognerebbe fare acquisti in boutique, non in cartoleria”.
Sul tema interviene Cristian Botti, presidente del Gruppo Librai e Cartolibrai Confcommercio Bergamo, componente della Giunta nazionale Federcartolai e vicepresidente vicario Confcommercio Bergamo: “Noi come tutti i commercianti i conti li facciamo ogni giorno, non li inventiamo a tavolino a fine estate. Numeri gonfiati come quelli che circolano non sono un dettaglio: fanno un danno enorme a un settore fatto di negozi di prossimità, di persone che conoscono i loro clienti per nome e offrono un servizio che dura tutto l’anno, non solo a settembre per fare notizia.”
Botti sottolinea anche il ruolo cruciale delle cartolerie nella fornitura dei libri scolastici per le scuole primarie, a carico dei Comuni, un servizio spesso gratuito e poco valorizzato, che alla grande distribuzione non conviene. “Lavoriamo da tempo insieme ad altri sindacati di categoria per una battaglia concreta, la detraibilità fiscale delle spese scolastiche, come già avviene per quelle mediche o sportive. E c’è già uno strumento che aiuta le famiglie e di cui nessuno parla: la Carta dello Studente, che dà diritto a uno sconto del 10% su tutta la cancelleria,” aggiunge Botti.
I numeri per l’anno scolastico 2026/2027, del resto, raccontano un’altra realtà: gli aumenti si collocano tra il +2% e il +4% su cancelleria e materiale scolastico, e al +1,8% sui libri di testo. Cifre nettamente distanti da quelle che si leggono in questi giorni. Federcartolai proseguirà la raccolta dati su tutto il territorio nazionale e continuerà a essere presente sulla stampa locale e nazionale con i numeri alla mano, ribadendo che le famiglie meritano fatti, non titoli riciclati. Un messaggio importante per tutte le famiglie del territorio bergamasco, della Val Seriana, della Valle Camonica e delle aree limitrofe, inclusa la vicina Brescia.
Immagine generata con AI.
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