Caso Yara, Bossetti: “Io innocente, chiederemo nuove indagini”

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(Adnkronos) – Non smette di dichiararsi innocente Massimo Bossetti che chiede di tornare a indagare sull'omicidio di Yara Gambirasio. In un'intervista esclusiva a Porta a Porta, chiede di riaprire il caso giudiziario, culminato con la condanna definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. "So che ci sono 54 campioni di Dna, depositati all'ufficio corpo di reato a temperatura ambiente", premette a Bruno Vespa.  "Non so cosa ci si possa trovare, non so quanto ci sia di utile, ma spero vivamente con le metodiche di oggi, visto che la scienza è molto più evoluta, si possa ritrovare ancora qualcosa di nuovo". Al giornalista, che chiedeva se fosse possibile una ricerca, Bossetti dice: "Io ho sempre ribadito di poterla fare, l'ho sempre gridato durante gli interrogatori, durante le fasi processuali, e mi è sempre stato negato", prosegue Bossetti. Nell'ipotesi che questi 54 campioni siano inutilizzabili, Bossetti chiede poi di poter esaminare gli indumenti di Yara, rimasti integri: "Li ho visti, sono custoditi in maniera integra: ritengo che con una richiesta difensiva si possano trovare ulteriori riscontri".   Ammette di aver visitato siti porno, ma nega con decisione di aver fatto ricerche su ragazzine tredicenni. "Il mio tecnico ha ribadito che sono tutte ricerche, prodotte in via automatico, e non sono digitate da operatori umani" si difende. A Bruno Vespa che chiedeva come fosse possibile che, mentre uno guarda un sito porno, possano uscire improvvisamente fuori immagini di ragazzine non connesse alla ricerca, Bossetti risponde: "Non posso spiegarlo, non riesco a spiegarlo perché, come ripeto, io sono negato a livello informatico".   "Io so di avere la coscienza interiore più pulita. So di essere innocente, so di non aver commesso questo orribile, orrendo delitto e posso viaggiare a testa alta per guardare dritto negli occhi le persone", dice Bossetti. "Io non avrei mai potuto commettere un'atrocità del genere. Se avessi commesso una cosa del genere, le dico sinceramente che non avrei più avuto coraggio di andare a casa ad abbracciare i miei figli". Tra le richieste anche quella di ripetere la prova scientifica sul Dna: "Se me lo concedessero e venisse fuori che sono stato io, tacerò per sempre e mi chiudete a vita".  A Bruno Vespa che chiede il perché della congiura nei suoi confronti, Bossetti replica: "Bisognerebbe chiederlo a qualcuno", sottolinea per poi chiosare: "È semplice, per fugare il dubbio basta dimostrare l'accertamento di un semplice Dna e vediamo a chi appartiene", conclude.   
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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