La riduzione dei dazi sui formaggi annunciata dal Governo della Cina rappresenta una svolta importante per il settore lattiero-caseario italiano e risponde alle richieste avanzate da Coldiretti e Filiera Italia.
Secondo le due organizzazioni, la decisione di Pechino di abbassare le tariffe aggiuntive sui prodotti lattiero-caseari potrà sostenere in modo concreto le potenzialità di crescita sul mercato asiatico di un export che, negli ultimi cinque anni, aveva visto triplicare il proprio valore, prima di subire una battuta d’arresto proprio a causa delle tensioni commerciali.
Nelle scorse settimane, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia avevano inviato una lettera al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, sollecitando un intervento sui dazi imposti dalla Cina alle esportazioni agroalimentari europee – e in particolare italiane – di carne suina e prodotti lattiero-caseari.
Tali misure erano state introdotte come risposta alle misure anti-sussidio dell’Unione Europea sulle automobili elettriche esportate dal Paese asiatico, ma sono successivamente decadute, facendo venire meno le ragioni alla base della contesa commerciale.
Secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, le vendite di formaggi italiani in Cina hanno raggiunto nel 2024 un valore pari a 71 milioni di euro, con un incremento del 207% rispetto al 2020. Nel corso del 2025, invece, si è registrato un calo legato proprio all’imposizione dei dazi provvisori.
Se i volumi restano ancora contenuti, il trend di crescita degli ultimi anni evidenzia però – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia – le forti potenzialità del mercato cinese, che non è autosufficiente dal punto di vista lattiero-caseario e che appare sempre più orientato verso il segmento dell’alta qualità, a partire dai formaggi freschi, ambito nel quale il Made in Italy può giocare un ruolo di primo piano.
I formaggi rappresentano oggi il secondo prodotto agroalimentare italiano esportato in Cina, dopo il vino. Complessivamente, l’export di cibo italiano verso il mercato cinese ha superato nel 2024 i 600 milioni di euro in valore, confermando l’importanza strategica del Paese asiatico per l’agroalimentare tricolore.
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