Contrabbandiera fermata all’Aeroporto di Orio al Serio con beni di lusso per oltre 27.000 euro

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Una cittadina di origine cinese, residente a Milano, è stata fermata oggi, lunedì 12 ottobre 2026, all’aeroporto “Il Caravaggio” di Orio al Serio. La donna tentava di introdurre nel territorio nazionale dieci beni di lusso per un valore complessivo di oltre 27.000 euro, eludendo dazi e IVA per più di 6.400 euro. L’operazione è frutto della collaborazione tra i militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Orio al Serio, parte del Comando Provinciale Bergamo, e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

I fatti, avvenuti nel mese di settembre, hanno visto la viaggiatrice destare sospetti per il suo atteggiamento guardingo. Proveniente da Oslo, è stata fermata dai finanzieri e dai funzionari doganali subito dopo aver varcato la linea doganale e imboccato la corsia del “nulla da dichiarare” in uscita dalla sala degli arrivi internazionali dell’aeroporto di Orio al Serio.

Durante l’ispezione delle sue due valigie, sono stati rinvenuti dieci beni di lusso di una nota casa di moda francese. La merce, tra cui abbigliamento, scarpe, gioielli e borse, era stata acquistata presso una boutique di Oslo al prezzo di oltre 300.000 corone norvegesi ed era ancora imballata nelle confezioni di acquisto.

La passeggera, imprenditrice nel settore delle pulizie, ha dichiarato di aver comprato i beni con i risparmi di anni di lavoro, partendo appositamente dall’aeroporto di Orio al Serio per la Norvegia solo due giorni prima. L’analisi dei documenti commerciali ha permesso alle Fiamme Gialle e ai funzionari doganali di ricostruire il valore esatto dei capi di lusso importati in contrabbando: 27.558 euro. Ciò ha portato a una conseguente evasione di IVA e dazi doganali per oltre 6.400 euro.

La normativa vigente prevede l’obbligo di dichiarare i beni di lusso in dogana quando si rientra in Italia da un Paese Terzo, se il valore supera la franchigia di 430 euro. Accertata la condotta di contrabbando per omessa dichiarazione (sotto la soglia di rilevanza penale), oltre al pagamento dei diritti doganali, è stata elevata una sanzione amministrativa di oltre 1.200 euro nei confronti della viaggiatrice e i beni di lusso sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.

Il risultato conseguito testimonia l’efficacia della collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sancita dal protocollo d’intesa siglato il 28 maggio 2025. Un’attività che riflette l’importanza del presidio della frontiera aeroportuale dal fenomeno del contrabbando, a tutela degli interessi economico-finanziari del Paese e del territorio bergamasco.

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