Controlli a tappeto della Guardia di Finanza nei centri di immersione del Nord Italia. I militari del Servizio Navale hanno verificato il rispetto delle nuove norme che regolano le attività subacquee ricreative, riscontrando irregolarità in 9 delle 20 strutture ispezionate. Le sanzioni amministrative elevate ammontano complessivamente a circa 90mila euro.
I controlli hanno interessato i Laghi Maggiore, di Lugano, di Como, d’Orta, d’Iseo e di Garda, oltre ai tratti dei fiumi Mincio e Po ricadenti nelle province di Mantova e Cremona. L’obiettivo era verificare la corretta applicazione delle disposizioni introdotte dalla Legge 7 maggio 2026, n. 70, denominata “Valorizzazione della risorsa mare”, entrata in vigore il 10 maggio scorso.
Nel corso delle verifiche sono emerse diverse irregolarità. Le principali violazioni contestate riguardano la mancata manutenzione delle attrezzature e degli equipaggiamenti, l’assenza delle dotazioni di primo soccorso, la mancata iscrizione al Registro delle imprese e la carenza dei titoli abilitativi necessari per svolgere l’attività di istruttore subacqueo.
La nuova normativa rappresenta una svolta per il settore, introducendo per la prima volta una disciplina organica dedicata alle attività subacquee ricreative. I centri di immersione, sia organizzati come imprese sia come associazioni senza scopo di lucro, devono rispettare precisi requisiti per poter operare regolarmente.
Tra gli obblighi previsti figurano l’iscrizione al Registro delle imprese, la disponibilità di una sede per la formazione teorica, l’utilizzo di attrezzature conformi alle normative europee, la presenza delle dotazioni di primo soccorso e specifiche coperture assicurative per responsabilità civile verso terzi e collaboratori.
Anche gli istruttori e le guide subacquee devono possedere requisiti ben definiti: essere maggiorenni, avere un brevetto rilasciato da un’organizzazione didattica riconosciuta, disporre di un certificato medico in corso di validità e di una polizza assicurativa dedicata.
La legge introduce inoltre nuovi obblighi operativi. Ogni centro deve mantenere un registro delle immersioni, nel quale annotare prima e dopo ogni uscita informazioni come brevetti dei partecipanti, orari, profondità raggiunte e strumentazione utilizzata. La documentazione dovrà essere conservata per almeno sei mesi e resa disponibile alle autorità in caso di controlli. È stato inoltre fissato un limite massimo di sei subacquei per ogni istruttore o guida.
L’attività ispettiva rientra nelle iniziative della Guardia di Finanza finalizzate a garantire il rispetto delle regole, tutelare l’economia legale e assicurare condizioni di sicurezza a tutti gli appassionati che praticano immersioni nei laghi e nei corsi d’acqua del Nord Italia.
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