Crans-Montana, oltre 100 trecce dall’Italia per i ragazzi ustionati: “Ogni ciocca è una carezza”

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(Adnkronos) – Sono oltre 100 le trecce donate per realizzare parrucche destinate ai ragazzi e alle ragazze ustionati nella tragedia del bar 'Le Constellation' di Crans-Montana, in Svizzera, la notte di Capodanno. L’iniziativa, promossa dall’associazione 'Il Cuore Foggia', ha coinvolto parrucchieri locali e donatrici da tutta Italia, dal Piemonte alla Toscana fino al Lazio, trasformando un gesto personale in una grande mobilitazione di solidarietà.  A raccontarlo è Jole Figurella, psicologa e presidente dell’associazione, che seguirà personalmente la consegna dei capelli in Svizzera a metà febbraio. "Non sono riuscita ancora a pesarli ma il contributo dei parrucchieri locali e quello delle donatrici di tutta Italia è stato notevole. Siamo a oltre 100 trecce. Una grande partecipazione", ha detto all'Adnkronos. "Sono gesti di grande coraggio e generosità, non è facile rinunciare a qualcosa che ci mettiamo anni a far crescere", ha aggiunto.  "Sono stata personalmente a Crans Montana subito dopo la tragedia – racconta – da quella occasione è partita l'idea della raccolta". Dopo aver incontrato gli esponenti dell'associazione 'Crans Montana Solidarietè', una organizzazione nata proprio dopo la strage, "sono tornata in Puglia a Foggia, la mia città, e ho fatto partire la raccolta, riportando un riscontro altissimo non solo dai miei concittadini ma anche da altre regioni d'Italia".  La raccolta è partita quasi in sordina, ma il passaparola è immediato: "Nel momento in cui si è diffusa la notizia che erano destinate ai ragazzi di Crans Montana – evidenzia Figurella – ho ricevuto tantissime telefonate: dal Piemonte, dalla Toscana, dal Lazio. E ora stanno spedendo i capelli. Alcuni li hanno tagliati, in altri casi avevano delle trecce. Un'attrice da Firenze mi ha scritto dicendo che aveva delle trecce sue, bellissime lunghe. Ci teneva a contribuire personalmente".  Intorno al 15 febbraio Figurella si recherà personalmente in Svizzera per la consegna all'associazione con cui è collegata. "Sto preparando e separando le scatole con capelli di lunghezze diverse", spiega. Le ciocche devono avere infatti requisiti specifici: lunghezza minima di 35 centimetri, puliti e asciutti, naturali o colorati sani. Mentre sono esclusi quelli decolorati o trattati con hennè, come anche i dread, le extension e i sintetici. E' preferibile che le ciocche siano legate strette con elastici.   "L'associazione Crans Montana Solidarietè' nata dopo la tragedia di Capodanno ha intrapreso anche altre iniziative", precisa Figurella. "Saranno loro a indicarci eventuali altri partner". Un contributo notevole è giunto "dai 6 parrucchieri di Foggia e provincia che hanno aderito", riprende. "Quando sono stata a Crans Montana ho potuto constatare come molte ustioni purtroppo hanno interessato le parti superiori: dorso, volto, testa. Il cuoio capelluto è danneggiato, in molti casi per sempre. Per gli impianti ai fini di una possibile ricrescita si valuterà in futuro. Ora, con le parrucche è importante mettere in condizione i ragazzi e le ragazze di essere accettati. Il trauma di questi adolescenti è grande", sottolinea.  "Come associazione ci occupiamo di maxi emergenze, protezione civile, calamità naturali, terremoti, missioni all'estero: ne abbiamo viste di situazioni drammatiche e sofferenze di diverso genere però questa volta, forse perché riguardava ragazzi, c'è stata una grande partecipazione e sensibilizzazione da parte non solo di adulti che solidarizzavano anche come genitori, ma anche di altri giovani: per esempio molte trecce e capelli mi arrivano dalle ragazze". Anche per questo il gesto della donazione assume un valore profondo. "Non è come regalare un vestito. I capelli fanno parte della nostra identità". Figurella lo sa bene: è una paziente oncologica, ha perso i capelli e poi li ha visti ricrescere. Tagliarli di nuovo non è stato facile: "Io sono stata la prima a dare l'esempio, mi è costata fatica. Sembra sciocco perché i capelli ricrescono ma è difficile rinunciare a qualcosa che sentiamo molto nostra, è un atto davvero forte. Non è come donare un capo di abbigliamento. Io sono una paziente oncologica, avevo dei capelli bellissimi. Ero più giovane e quando li ho persi è stato triste. Poi sono ricresciuti e adesso li ho tagliati di nuovo. Da allora non avevo avuto il coraggio di tagliarli perché mi sentivo più protetta, non è solo una questione estetica. Ma farlo mi ha dato una gratificazione enorme", osserva.  Sui social scrive: “Ogni ciocca donata racconta una storia di generosità. Ogni treccia raccolta è un gesto concreto di vicinanza verso chi sta affrontando un momento difficile”. E intanto la solidarietà continua a crescere, come un fiume in piena.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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