Un passo concreto verso la costruzione di un grande ecosistema dell’innovazione agroalimentare. Si è svolto il 2 aprile, presso la Camera di Commercio di Cremona, il primo incontro istituzionale dedicato alla nascita della Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) per la Lombardia Orientale.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra le Province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova, che già nell’ottobre 2025 avevano sottoscritto una lettera d’intenti per costruire una candidatura unitaria. L’obiettivo è creare un sistema integrato capace di mettere in rete imprese, università, istituzioni e territori, rafforzando la competitività del comparto sui mercati nazionali e internazionali.
Un polo strategico per l’agroalimentare
I territori coinvolti rappresentano uno dei principali distretti agroalimentari italiani: qui si concentra circa il 70% della produzione lombarda del settore, con un export che supera i 3,24 miliardi di euro annui, pari a circa un terzo del totale regionale.
La ZIS nasce proprio per valorizzare queste eccellenze, con una particolare attenzione iniziale alle filiere lattiero-casearia e suinicola, considerate strategiche sia per il loro peso economico sia per il ruolo centrale nella struttura produttiva locale. Filiere di qualità, ma chiamate oggi ad affrontare sfide cruciali legate a sostenibilità, innovazione e competitività globale.
Università e imprese insieme per l’innovazione
All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria e mondo accademico, con il coordinamento del professor Giuliano Noci del Politecnico di Milano.
Coinvolti anche i poli territoriali universitari e diversi atenei, tra cui l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Brescia e l’Università degli Studi di Milano, chiamati a contribuire allo sviluppo delle traiettorie scientifiche e tecnologiche del progetto.
Il modello “Hub & Spoke”
Durante l’incontro è stato presentato anche il modello organizzativo “Hub & Spoke”, che vedrà Cremona come hub principale, in connessione con Brescia, Mantova e Lodi come nodi interconnessi. Una struttura pensata per valorizzare le specificità produttive locali all’interno di una rete coordinata e complementare.
Le dichiarazioni
«La ZIS rappresenta un passaggio strategico per il futuro della nostra economia territoriale», ha sottolineato Roberto Mariani, evidenziando l’importanza della collaborazione tra istituzioni, università e imprese.
Sulla stessa linea anche Emanuele Moraschini: «Unire le forze significa tutelare e rafforzare un comparto fondamentale per i nostri territori e per l’intero sistema agroalimentare nazionale».
«Si tratta di un’opportunità concreta per mettere a sistema progettualità e risorse», ha aggiunto Fabrizio Santantonio, mentre Carlo Bottani ha sottolineato come la ZIS stia entrando nella sua fase operativa, coinvolgendo sempre più attori del territorio.
Verso il Masterplan
L’incontro ha rappresentato il primo passo di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con la definizione del Masterplan della ZIS. L’obiettivo finale è arrivare a una candidatura condivisa e solida, capace di rafforzare il ruolo della Lombardia Orientale come piattaforma integrata dell’innovazione agroalimentare.
Un progetto ambizioso che punta a trasformare un’eccellenza già consolidata in un modello ancora più competitivo, sostenibile e proiettato verso il futuro.
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