(Adnkronos) – Per l'Italia inizialmente l'impatto dell'EX60 – il nuovo Suv elettrico di Volvo – sarà importante ma non decisivo con vendite inizialmente "intorno ai 1500 pezzi: è evidente che l'Italia non è il primo mercato per un modello del genere, abbiamo comunque riscontrato in questi giorni una grande aspettativa sui social e sui siti dove era già possibile prenotare i test drive". Lo sottolinea all'Adnkronos Michele Crisci presidente di Volvo Car Italia, in occasione della presentazione del nuovo modello spiegando che per la filiale italiana "il 2026 – come quello passato – sarà un anno di passaggio, in cui proveremo a colmare tutto quello che abbiamo perso abbandonando le motorizzazioni diesel. Lo stiamo già facendo, con una grande attenzione all'elettrico e alle plug-in hybrid grazie anche ai nostri concessionari". Per l'anno in corso Crisci conta su una ripresa della piccola elettrica EX30 che "nella prima parte del 2025 è stata naturalmente molto penalizzata dai dazi Ue sulle auto cinesi, costringendoci a venderla con margini praticamente inesistenti. Al lancio grazie agli incentivi riuscivamo a proporla intorno ai 28 mila euro, e ha funzionato benissimo. Poi sono arrivati i dazi… Per fortuna nel 2025 è partita la produzione in Belgio che ci consente di avere marginalità diverse e quindi di sostenere il modello con grande forza". Ma per recuperare certi livelli, ammette, serviranno anche modelli molto più 'mainstream' come la sostituta dell'attuale bestseller, la XC40. "Per il 2026 in Italia contiamo di superare i risultati dello scorso anno e quindi andare oltre quota 16 mila unità. Il nostro obiettivo è di tornare alle 20 mila vetture di un tempo, ma per farlo è chiaro che servono modelli un po' più piccoli, adatti al nostro mercato. Poi bisognerà anche che il nostro paese acceleri sull'elettrificazione: nessuno pensa che l'Italia possa diventare la Norvegia" dove il mercato è dominato dalle Bev "ma non dovremmo neanche essere ultimi in Europa".
Ma Crisci – a.d. di un brand europeo al 100% controllato da Geely – non si sottrae a una riflessione sulle forme e le prospettive dell'offensiva dei marchi cinesi: nel considerare la loro rapida penetrazione, tutta incentrata su gamme elettrificate, bisogna ricordare – spiega – "che vent'anni fa quando loro investivano fortemente nell'elettrico in Europa la consideravamo una sciocchezza. Il risultato è che oggi stiamo pagando le conseguenze di questo atteggiamento". "Personalmente non credo che succederà niente di drammatico" sul mercato automobilistico "ma – osserva – bisognerà trovare delle alleanze che siano durature e possano dare solidità fornendo ad alcuni brand la possibilità di andare avanti". In ogni caso, sottolinea Crisci, "non bisogna rinunciare a cose che ritengo importanti per l'Europa: credo che la Cina non abbia ancora raggiunto la nostra capacità di innovazione. Non dobbiamo fare confusione tra l'elettrificazione e tutto il resto e io credo che la EX60 lo dimostri, dal design ai contenuti digitali, dalla sicurezza alla qualità costruttiva: è fatta da Volvo, naturalmente utilizzando capitali e sistemi di elettrificazione cinesi, ma è una macchina fatta e pensata in Europa. Ecco, questo è ciò che mi aspetto per il futuro".
—motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!
Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.
📢 Seguici anche su Telegram!
Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.
