È di oggi, venerdì 11 settembre 2026, la notizia di un importante intervento dei Carabinieri della Stazione di Curno avvenuto nella notte del 5 settembre scorso. I militari sono intervenuti in un locale di pubblico spettacolo di via Bergamo, accertando diverse irregolarità e procedendo con la denuncia di due persone: il titolare dell’esercizio e un 32enne di Ponte San Pietro.
L’episodio ha preso il via a seguito di una segnalazione per la diffusione di musica ad alto volume. All’arrivo dei Carabinieri, all’interno del locale erano presenti decine di avventori, alcuni dei quali intenti a ballare anche sopra i tavoli. La musica, diffusa a volume particolarmente elevato, risultava chiaramente percepibile anche all’esterno dell’esercizio. Nel corso dell’intervento, mentre i militari invitavano il personale a ridurre il volume e a ripristinare le condizioni di sicurezza, alcuni avventori hanno assunto un atteggiamento ostile, arrivando ad accerchiare e spintonare i Carabinieri. Nonostante la situazione di tensione, i militari hanno mantenuto un comportamento professionale ed equilibrato, riportando la situazione alla normalità fino alla cessazione della musica.
I successivi accertamenti hanno rivelato ulteriori e gravi irregolarità. Il locale risultava privo della necessaria autorizzazione per lo svolgimento di pubblico spettacolo e aveva violato la prescrizione relativa al contenimento del volume della musica. Per queste ragioni, il titolare dell’esercizio è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e sanzionato in via amministrativa per aver dato un pubblico spettacolo senza la prevista licenza del Questore.
A complicare ulteriormente la vicenda, la pubblicazione sui social network di un video dell’intervento. Le immagini, acquisite dai Carabinieri, presentavano un’alterazione e una didascalia dal tono derisorio, con l’intento di ridicolizzare l’operato dei militari. L’autore della pubblicazione online, un 32enne residente a Ponte San Pietro, è stato pertanto deferito all’Autorità Giudiziaria per diffamazione aggravata.
Le indagini sono attualmente nella fase preliminare e per gli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva, come specificato dal Comando Provinciale di Bergamo.
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