Dalla ‘parola magica’ di Isabel Allende alla ‘vita rubata’ di Chico Forti, le novità in libreria

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(Adnkronos) – Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. Lo scrittore britannico Robert Harris torna in libreria con il romanzo storico 'Agrippa', pubblicato da Mondadori. Pochi giorni dopo l’assassinio di Giulio Cesare in Senato, alle idi di marzo, lontano da Roma due giovani apprendono la notizia che cambierà la loro vita per sempre. Uno è il pronipote di Cesare, Ottavio: ha solo diciotto anni ma, nello stupore generale, il condottiero lo ha nominato suo erede. L’altro è Agrippa, il suo più caro amico. Si sono conosciuti a scuola, e da allora sono diventati inseparabili. Da qualche mese sono ad Apollonia, nella provincia d’Illiria, per completare la loro istruzione, ma è giunta l’ora di porre fine alle scorribande giovanili e di tornare nella capitale per rivendicare l’eredità di Ottavio. I due ragazzi sono diversissimi – forte e battagliero Agrippa, mingherlino e malaticcio Ottavio – ma complementari, come l’orso e la volpe, e insieme devono affrontare gli uomini più potenti di Roma.  Contro ogni ragionevole previsione, hanno la meglio sui rivali. Ottavio diventa così Ottaviano Augusto, il primo imperatore e, per vent’anni, i due governeranno su buona parte del mondo conosciuto. Dopo una lunga carriera costellata di successi militari e politici, ormai cinquantenne, Agrippa si rifugia nella sua villa sul golfo di Napoli. Malato, solo e ferito dall’infedeltà della moglie, ripercorre quegli anni gloriosi e inizia a scrivere le sue memorie. Dai primi incontri con Giulio Cesare all’epico scontro con Marco Antonio e Cleopatra, dalla grande battaglia navale di Azio alle infinite guerre di espansione, Agrippa racconta come in fondo un solo uomo abbia dominato la sua intera esistenza: il suo vecchio amico Ottavio, che col tempo è divenuto sempre più astuto, spietato e per lui imperscrutabile. E non può fare a meno di chiedersi: cosa accade nell’animo degli uomini quando in gioco c’è il sommo potere? Robert Harris (1957), laureato alla Cambridge University, è stato giornalista alla BBC, e uno dei più noti commentatori dell'”Observer” e del “Sunday Times”. Nel 1992 è diventato famoso con 'Fatherland', cui hanno fatto seguito 'Enigma' (1996), 'Archangel' (1998), 'Pompei' (2003), la trilogia sull’antica Roma – 'Imperium' (2006), 'Conspirata' (2010) e 'Dictator' (2015) -, 'Il Ghostwriter' (2007), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Roman Polanski, 'L’indice della paura' (2011), 'L’ufficiale e la spia' (2014), anch’esso adattato per il grande schermo sempre con la regia di Polanski, 'Conclave' (2016), da cui è stato tratto il film omonimo (2024) diretto da Edward Berger con Ralph Fiennes, Stanley Tucci, Sergio Castellitto e Isabella Rossellini, 'Monaco' (2018), 'Il sonno del mattino' (2019), 'V2' (2020) e 'Oblio e perdono' (2022). L’autore ha scritto anche numerosi saggi, fra cui una celebre inchiesta sui falsi diari del Führer, 'I diari di Hitler' (2002). Tutte le sue opere, tradotte in quaranta lingue, sono pubblicate da Mondadori. L’autore vive a Kintbury, in Inghilterra. 
Maurizio de Giovanni manda in libreria con Rizzoli 'Il Bufalo e Sammarzano', un libro in cui l'autore della serie dei Bastardi di Pizzofalcone dà nuova linfa al crime italiano, usando per la prima volta nella sua narrazione noir la chiave assoluta della comicità per raccontare i chiaroscuri di un quartiere, la Vicaria. E consegna ai lettori un commissario unico, lontano dai poliziotti “rotti” e dolenti: amante della pace, un po’ ingenuo e buono come il pane. Cosa può spingere un commissario della Questura di Milano, brillante e benvoluto, ad abbandonare la sua città all’apice della carriera? Claudio Bistrotti – fortunosamente scapolo, pelato come il noto pomodoro eppure fascinoso – quel posto alla Polizia Ferroviaria di Napoli lo accetta al volo. Perché alle calcagna ha non una, bensì due donne, entrambe decise a portarlo all’altare. Sammarzano, così lo chiamano i colleghi napoletani, impara in fretta che la stazione e i suoi abitanti costituiscono un mondo a parte, con leggi proprie e abitudini inscalfibili. Quando scompare Ciociò, un’anziana artista di strada che da decenni offriva ai viaggiatori le note sublimi del suo violino, il commissario si butta in quell’universo ostile. Un aiuto inatteso gli arriva da qualcuno che il quartiere lo conosce in profondità: il cuoco Antonio Lorusso, detto il Bufalo, come la sua omonima, minuscola trattoria da cui non si allontana quasi mai. Convinto comunista, lo chef è noto a tutti per i piatti indimenticabili serviti soltanto a chi, dopo fulminanti interrogatori, dimostra di appartenere al ceto popolare. Per risolvere il caso, l’improbabile coppia scava nel passato di Ciociò, tuffandosi così tra i segreti dell’intera stazione di Napoli. Per Isabel Allende scrivere non è mai stato solo un mestiere: è un modo per ascoltare le voci della memoria, affrontare il dolore, dare ordine al disordine dell’esistenza. A metà tra un’autobiografia e una masterclass 'La parola magica' (in libreria con Feltrinelli) è una conversazione intima, diretta, appassionata con una delle scrittrici più amate al mondo. Per la prima volta, Isabel Allende fa entrare i lettori nel suo laboratorio creativo e condivide i successi, gli errori, le sfide e i rituali del suo lavoro, come anche le difficoltà e le gioie vissute nel corso degli anni. Ne nasce un testo ricchissimo e luminoso, in cui racconto personale e riflessioni sull’arte del narrare si fondono. Un libro pieno di vita, per chiunque senta la letteratura come un luogo di libertà, conoscenza e trasformazione.  “La scrittura mi ha definito: è la cornice che inquadra le mie esperienze, è la lente con la quale osservo la mia presenza nel mondo. Scrivere – racconta la Allende – è come meditare. Nella solitudine ricordo, ascolto voci, ho delle visioni. A volte mi fanno visita degli spiriti, o saranno le muse? Per me la scrittura non è una possibilità, è una dipendenza”. Arriva in libreria il 10 novembre 'Il pacco', il nuovo thriller del giallista tedesco Sebastian Fitzek. Da quando la giovane psichiatra Emma Stein è stata violentata nella stanza di un hotel di lusso, la sua vita si è trasformata in un incubo. Ora passa lunghe giornate in compagnia del suo husky ad aspettare che il marito, Philipp, torni dal lavoro e a rimuginare sull’episodio che le ha stravolto l’esistenza. È convinta di essere stata la quarta vittima di un serial killer psicopatico che terrorizza la città, soprannominato dalla stampa “il Parrucchiere” perché rasa la testa delle vittime prima di ucciderle. Eppure nella sua versione qualcosa non quadra: le altre donne erano escort, lei è l’unica a esserne uscita viva e la camera 1904, in cui è certa di aver soggiornato, non figura tra le stanze dell’hotel. Perfino Philipp, l’unica persona in grado di farla sentire al sicuro, pare nutrire dubbi sul suo conto. Circondata dal sospetto e dallo scetticismo, Emma non riesce a scacciare la paura che il Parrucchiere possa tornare a tormentarla per portare a termine il suo orribile piano: in preda alla paranoia, crede di riconoscere il suo aguzzino in ogni uomo, anche se non ha mai visto il volto del colpevole. L’unico luogo in cui si sente protetta è la sua casa ai margini del Grunewald di Berlino. Finché un giorno il postino le chiede di ritirare un pacco per il suo vicino di casa, un uomo di cui non conosce il nome e che non ha mai visto, nonostante viva nella sua stessa via Si tratta dell’ennesima allucinazione o la realtà può essere più contorta di qualsiasi delirio? Sebastian Fitzek, uno degli autori di thriller più brillanti e imprevedibili, torna a sorprendere: con 'Il pacco', un romanzo ricco di colpi di scena, inversioni di rotta e svolte improvvise, invita il lettore a perdersi nel labirinto della mente umana e ad abbandonare una volta per tutte ogni certezza. Nato a Berlino nel 1971, Fitzek ha studiato Giurisprudenza ma non ha mai esercitato la professione, preferendo seguire una strada più creativa. Il suo esordio letterario risale al 2006, anno di pubblicazione in Germania di La terapia: il romanzo è stato accolto con grandissimo entusiasmo dai lettori, tanto da contendere al Codice da Vinci il primo posto nelle classifiche di vendita. In seguito ha pubblicato altri ventinove romanzi, che lo hanno confermato come esponente di punta del thriller psicologico: i suoi libri hanno venduto un totale di venti milioni di copie e sono stati tradotti in trentasei paesi. Oltre a Il pacco, Fazi Editore ha pubblicato 'Portami a casa', dal quale è stata tratta una versione cinematografica per Amazon International, 'Mimica' e 'L’internato'. E' in libreria con Gallucci 'Due angeli del fango' di Caterina Guagni. Quattro novembre 1966: dopo giorni di pioggia violenta, l’Arno straripa. Firenze si ritrova impotente di fronte alla devastazione, e sotto al fango che ha riempito strade ed edifici rischia di perdere la sua anima. Sono i giovani a salvarla, chiamati per questo “angeli del fango”. Tra di loro ci sono Anna e Salvo, che proprio nell’emergenza scoprono insieme un senso e un destino diverso da quello che avevano sempre immaginato per le loro vite. E' in libreria con Einaudi l'ultimo libro di Domenico Starnone. Chi è abituato a mentire sa che il trucco per essere creduti è credere per primi alle proprie invenzioni. Non solo: occorre convincersi che la vita finta, se raccontata bene, può degnamente sostituire quella vera. Come il gatto di maiolica che rimpiazza un gatto reale in un racconto di Hemingway, immagine di cui Aldo – il protagonista di una delle tredici storie di questo libro – si serve da sempre per giustificare la sua indole bugiarda. Peccato che in quella metafora serbata con tanta cura ci sia una crepa destinata a ribaltarne il senso, mostrando quanto sono fragili le nostre certezze, e quanto la nostra vita somigli a un grottesco ininterrotto malinteso. Sono questi malintesi – o veri e propri autoinganni, nutriti dall’amore per le storie lette, tradotte, viste su uno schermo, inventate per gusto o per lavoro – il fuoco attorno a cui Starnone costruisce i racconti crudeli e struggenti di 'Belle lettere'.  Le idee, i desideri, i sentimenti, i ricordi e le parole che abbiamo amato affiorano a tradimento in una frase che ci sembra nostra, è nostra, una sintesi di ciò che veramente siamo, e saremmo pronti a scommetterci. Ma ogni scommessa che facciamo su noi stessi sembra persa in partenza. In Attesa un giovane studente irreprensibile ama credersi viaggiatore senza meta e pieno di brutti segreti. In Cioccolato un insegnante sente nel petto una ressa di minuscoli sé sconcertati, e però in classe li dimentica, e la vita, per qualche ora, si compatta, scorre felice. In Dedica uno scrittore si ritrova faccia a faccia con una lettrice che sembra uscita dalla sua penna, o forse è lui che è troppo simile ai suoi personaggi. In Ulrica un vecchio sceneggiatore quasi cieco agisce come se avesse ritrovato, tutti in una volta, la vista, l’ispirazione, il desiderio. Cosí sono spesso le donne, in questi racconti, a far saltare il gioco: sottraendosi al ruolo di personaggi da muovere perché la trama proceda, scompaginando le storie troppo facilmente archiviate nella memoria, rifiutandosi di nascondere il ribrezzo, la bruttezza, il ridicolo, negandosi o ricomparendo all’improvviso come un rimorso. Domenico Starnone continua a ritrarre magistralmente la nostra imperfezione e gli sforzi – titanici, buffi – che facciamo per nasconderla, soprattutto a noi stessi. E' sugli scaffali con Sellerio 'Sotto il cielo infernale' della scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett. Petra Delicado, ispettrice della Policía Nacional a Barcellona, attraversa un periodo nero. Tratta tutti male, e per primo Fermín Garzón, il suo fedele vice di tante inchieste. Ha subito un lutto dolorosissimo e la dura Petra, incapace di arrendersi al dolore, reagisce a modo suo: con la rabbia, l’ira e una fuga ostinata nel lavoro. Quando le viene affidata l’indagine su un oscuro assassinio, tutti i colleghi sperano che possa distrarsi. Non sarà così. L’omicidio di padre Lorenzo, un sacerdote gesuita accoltellato davanti all’oratorio dove prestava la sua opera, sarà ricordato come un caso rabbioso. Lorenzo Santos Romero, cinquantenne, era un prete di cui tutti dicevano un gran bene: solitario, malinconico, devoto alla missione di occuparsi dei ragazzi sbandati di un quartiere difficile. Ma è questa soltanto la nebbia dell’apparenza. Attraverso interrogatori serrati, incontri bruschi e indagini nel passato Petra scopre che padre Lorenzo era un alcolizzato, un uomo isolato e corroso da un tormento che nessuno sembra conoscere. Ma da dove nasceva quel tormento? E quale può essere il movente dell’omicidio? La violenta reazione di un teppista, un traffico nel quale il sacerdote si è trovato coinvolto, una vendetta, oppure un segreto sepolto? Sono le piste che Petra percorre senza riguardo per le ipocrisie e le influenze di un potente ordine ecclesiastico, con l’impertinenza di una laica ribelle alle impalcature della religione ufficiale. I gialli di Alicia Giménez-Bartlett sono inchieste poliziesche di duro realismo, che si svolgono per strada, con una precisa e coinvolgente conoscenza degli ambienti sociali e dei quartieri cittadini. Petra e Fermín li percorrono instancabilmente, scambiandosi battute, commenti e opinioni: nel loro dialogo il lettore segue l’enigma del delitto e, insieme, la realtà viva e contraddittoria in cui l’indagine si muove. Puoi togliere a un uomo la libertà, gli affetti, il sole e l'orizzonte. Puoi strappargli i venti dell'oceano e rinchiuderlo per ventisette lunghissimi anni dietro le sbarre. Ma c'è una cosa che nessuna cella può imprigionare: la sua anima. Prima che il buio delle carceri americane inghiottisse la sua vita, Chico Forti viveva a mille all'ora: campione di windsurf, pioniere degli sport estremi, fotografo, produttore TV e imprenditore tra Italia e Miami. Poi l'arresto in Florida, un'accusa insensata che lo ha condannato all'ergastolo, proprio negli anni in cui indagava sulla morte di Gianni Versace. Comincia così 'Senza catene. Diario di una vita rubata' (Piemme), il libro in cui Chico Forti racconta la sua sfida più estrema: sopravvivere senza permettere all'odio di vincere, trasformando ogni giorno di prigionia in un atto di resistenza e di libertà interiore. Senza catene è il grido silenzioso di un uomo che, quando tutto sembra perduto, sceglie di non arrendersi. È la storia di ventisette anni strappati alla vita, attraversati senza lasciare che il buio spegnesse la luce dentro di lui. A tenerla accesa, l'amore per i figli, la forza dei ricordi, il richiamo della natura, il legame con l'Italia e una speranza mai morta: tornare, un giorno, a respirare da uomo libero. Non è soltanto il diario di una vita rubata.  È un viaggio nell'abisso e ritorno, una testimonianza di coraggio, resistenza e speranza. Un inno alla libertà interiore e alla forza indomabile dell'anima. Perché puoi chiudere un uomo dietro mille sbarre, spegnere l'orizzonte davanti ai suoi occhi e portargli via gli anni. Ma non puoi imprigionare chi, dentro di sé, non ha mai smesso di essere libero. E' in uscita il 3 novembre con La Nave di Teseo 'Tremare' di Paolo Di Paolo. Quando ti senti al centro del mondo. Quando soffri perché il mondo ti ignora. Quando vedi un sogno a portata di mano. Quando la paura di fallire si impossessa di te. Quando la felicità di esprimersi somiglia a un miracolo. Quando pensi di dover essere più razionale. Quando vorresti esserlo meno, fino a perdere il controllo. C’è, nell’interiorità di chiunque, una disputa tra ragione e sentimento. E c’è stato un tempo in cui questo conflitto bruciava così forte nell’aria, nelle teste e nei cuori, da segnare il destino di tutti. È l’ultima estate del Settecento, in una piccola città sulle rive di un fiume, dove tutti scrivono, parlano di filosofia, fumano, bevono. Fuori da un teatro, un acceso confronto di opinioni fra due giovani fa nascere un’amicizia imprevista. Intensa come può esserlo a vent’anni. Zimmer e de Marville condividono entusiasmi e paure, immersi in un mondo che sembra lontano, ma è molto simile al nostro, un passaggio d’epoca che cancella le certezze. All’improvviso Zimmer fa perdere le sue tracce. De Marville lo cerca, convinto di essere il responsabile di quella sparizione. Due secoli dopo, nel nostro presente, il narratore racconta quell’estate folgorante a una lettrice speciale. Le consegna questa storia come una favola adulta sulla giovinezza, sul desiderio, sul fallimento. Tra le pagine, si svela e lascia affiorare un autoritratto involontario: un romantico mascherato da illuminista, un essere umano ossessionato dal bisogno di scrivere. Soprattutto, un padre che solo così riesce a raccontarsi a sua figlia. Paolo Di Paolo, finalista al premio Strega 2024 con 'Romanzo senza umani', è autore tra l’altro di 'Dove eravate tutti' (2011, premio Mondello e superpremio Vittorini), 'Mandami tanta vita' (2013, finalista premio Strega), 'Una storia quasi solo d’amore' (2016), 'Lontano dagli occhi' (2019, premio Viareggio Rèpaci), tradotti in diverse lingue europee. Per La nave di Teseo ha pubblicato il dialogo con Claudio Magris 'Inventarsi una vita' (2022) e ha introdotto le riedizioni di alcuni romanzi di Giovanni Comisso. 'Raccontami la notte in cui sono nato' è il suo romanzo d’esordio, pubblicato per la prima volta nel 2008.  
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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