(Adnkronos) – Applausi a scena aperta, standing ovation e un'emozione che non si dimenticherà facilmente: è l'esito dell'eccezionale esibizione dell'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia che, domenica 4 gennaio, insieme all'Orchestra del Gran Teatre del Liceu di Barcellona e sotto la direzione musicale di Riccardo Frizza, è stata protagonista del Concerto di Capodanno del Liceu. Un evento dall'alto valore simbolico, oltre che artistico, poiché ha visto una accanto all’altra, sullo stesso palcoscenico, due istituzioni musicali di grandissima levatura, segnate entrambe da un tragico incendio che le ha devastate negli anni Novanta. Il concerto ha voluto in qualche modo celebrare il potere universale della musica anche quale simbolo di resilienza e rinascita. Il direttore d'orchestra Riccardo Frizza, noto per la sua eleganza gestuale e la profonda conoscenza del repertorio italiano, è stato l'anima di questo progetto. Alla testa di un unico ensemble composto dalle due orchestre e con la complicità di tre voci soliste di grande pregio – i soprani Alexandra Zabala e Laura Brasó (in sostituzione di Saioa Hernández, che ha dovuto rinunciare per indisposizione) e il tenore Xabier Anduaga -, Frizza ha diretto un programma affascinante composto da sinfonie, ouverture e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico, pagine che sono state di grande presa sul pubblico: dalla sinfonia della Semiramidedi Gioachino Rossini, l'ultima opera che il pesarese compose espressamente per i palcoscenici italiani e che debuttò proprio al Teatro la Fenice di Venezia il 3 febbraio 1823, alla sinfonia della Norma di Bellini, forse il titolo più popolare dei dieci composti dal catanese, che debuttò invece alla Scala di Milano nel 1831; dall'impetuosa Tregenda dall'opera di esordio di Giacomo Puccini, Le Villi (Milano, Teatro dal Verme, 1884) all'ouverture dal Fledermaus (Il pipistrello), la più celebre operetta di Johann Strauss, che debuttò il 5 aprile 1874 al Theater an der Wien di Vienna; dalla Barcarola che apre l'atto 'veneziano' dei Contes d'Hoffmann di Jacques Offenbach – composta nel 1880 e presentata al pubblico dell’Opéra-Comique di Parigi solo dopo la scomparsa dell'autore, nel 1881 – all'ouverture del Don Pasquale, capolavoro di comicità di Gaetano Donizetti, composto per il Théâtre-Italien di Parigi nel 1843; dall'intermezzo di Cavalleria rusticana (Opera di Roma, 1890) di Pietro Mascagni fino alla splendida Sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, grand opéra scritto dal bussetano per l'Opéra di Parigi, dove debuttò nel giugno del 1855. Sono stati molto apprezzati anche i momenti solistici della serata: il soprano Alexandra Zabala ha interpretato Lady Macbeth nell'aria "Vieni! T'affretta!…" con la brillante cabaletta "Or tutti sorgete" dal Macbeth di Verdi (Firenze, Teatro della Pergola, 1847); il tenore Xabier Anduaga si è misurato con l'avvincente 'aria dei nove do di petto' dalla "Fille du régiment" di Donizetti, "Ah! Mes amis, quel jour de fête", cavallo di battaglia dei migliori tenori; e poi ha proposto un’incursione nel repertorio spagnolo, con la romanza "No puede ser" dal secondo atto della zarzuela La tabernera del puerto di Pablo Sorozábal. Infine il soprano Laura Brasó e il tenore Anduaga hanno duettato insieme in "O soave fanciulla", vestendo i panni di Mimì e Rodolfo della Bohème di Puccini. A suggellare la serata due bis infiammanti, che hanno visto il pubblico coinvolto in prima persona con un fragoroso battimani: il brindisi "Libiam' dai lieti calic" dalla Traviata di Giuseppe Verdi e la Marcia di Radetzky di Johann Strauss padre.
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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