‘Diagnosi precoce non solo in Puglia per i bambini’, ‘auto-manifesto’ alla cronoscalata

(Adnkronos) – Nella cronoscalata pugliese 'Fasano-Selva', tra motori, tornanti e tempi da battere, c’è anche una battaglia nazionale: fare dello screening genomico neonatale una possibilità per ogni bambino, ovunque nasca, senza limitarlo ai bambini pugliesi. Fabiano Amati porta in gara una sfida che non riguarda soltanto l’asfalto. Sulla sua vettura campeggia una frase: 'Genoma Puglia per tutti i bambini d’Italia'. Un messaggio politico-sanitario lanciato dal tracciato di una delle cronoscalate più riconoscibili del Paese. Genoma-Puglia, spiega una nota, è "il programma di sanità pubblica unico al mondo, che analizza gratuitamente un pannello di 433 geni attraverso il prelievo di una goccia di sangue a tutti i neonati, per cercare 597 malattie o condizioni di malattia per cui si dispone di una cura o risulta utile un monitoraggio continuo. E ad oggi, dopo un anno dall’avvio del programma sono stati analizzati circa 27.000 neonati, con un’adesione di oltre il 90 %, individuando circa 500 bambini che senza la diagnosi precoce non avrebbero potuto avere salva la vita o modificare con prognosi più felice la storia naturale della malattia". "La domanda è semplice – dichiara Amati- se possiamo scoprire per tempo una malattia genetica grave, se possiamo dare ai medici e alle famiglie un’informazione decisiva nei primi giorni di vita, perché questa possibilità dovrebbe dipendere dalla regione in cui un bambino nasce? Il luogo di nascita non può stabilire quante possibilità avrà un neonato". Il Programma Genoma Puglia nasce da questa idea, utilizzare le conoscenze della genetica per anticipare diagnosi, percorsi clinici e prese in carico. Non per promettere miracoli, ma per aumentare le possibilità; non per creare un primato regionale fine a sé stesso, ma per indicare una traiettoria possibile al Paese. Per questo il messaggio scelto da Amati non dice soltanto 'Genoma Puglia', ma dice – soprattutto 'per tutti i bambini d’Italia'. "La Puglia ha imboccato una strada”, prosegue l’avvocato fasanese, "ora quella strada deve diventare percorribile per tutti. Quando si parla della salute dei bambini non ci possono essere classifiche tra territori, né regioni più fortunate e regioni costrette a inseguire".
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