Donato Ecografo Avanzato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per la Ricerca sul Cervello dei Neonati Cardiopatici

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Oggi, lunedì 25 maggio 2026, un gesto di grande generosità e lungimiranza ha portato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo un ecografo avanzato del valore di 99.000 euro. La donazione, frutto della collaborazione tra le associazioni Nepios, Associazione per l’Aiuto al Neonato ODV e L’Orizzonte di Lorenzo, è destinata a un progetto di ricerca cruciale per i neonati con cardiopatia congenita: lo studio del flusso sanguigno nel loro cervello. L’iniziativa mira a migliorare diagnosi e percorsi di cura per i pazienti più fragili. Lo strumento sarà impiegato nel progetto di ricerca “Vascolarizzazione cerebrale del neonato cardiopatico congenito”. L’obiettivo è analizzare, tramite tecniche di ecografia avanzata e di studio del microcircolo, le caratteristiche vascolari cerebrali dei neonati affetti da cardiopatia congenita, superando i limiti delle metodologie attuali. Questo permetterà di osservare con maggiore accuratezza la perfusione cerebrale, offrendo nuove prospettive nella comprensione di come le cardiopatie congenite influenzino la circolazione cerebrale e nel monitoraggio della loro evoluzione prima, durante e dopo eventuali interventi. “Questo progetto nasce dalla consapevolezza che le cardiopatie congenite non riguardano solo il cuore, ma possono influenzare in modo significativo lo sviluppo cerebrale del neonato fin dai primi giorni di vita”, ha commentato Simonetta Gerevini , Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e dell’unità di Neuroradiologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII. “La generosità di queste tre associazioni ci permette di compiere un passo concreto in questa direzione.” Nella prima fase, lo studio riguarderà i neonati con cardiopatia congenita ricoverati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, inclusi i piccoli pazienti inviati da altre strutture. Successivamente, verranno incluse anche valutazioni ambulatoriali post-dimissione per monitorare nel tempo lo sviluppo vascolare cerebrale. Si prevedono almeno 150 esami ecografici ogni anno, con una durata complessiva del progetto stimata in 3-4 anni per costruire un set di dati robusto e statisticamente rappresentativo. Francesca Raimondi , Direttore dell’Unità di Cardiologia 2 – Cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto, ha aggiunto: “Disporre di strumenti che ci aiutino a comprendere meglio la relazione tra cuore e cervello significa poter intervenire in modo più precoce e mirato, migliorando le prospettive di sviluppo e la qualità di vita di questi bambini”. Anche Chryssoula Tzialla , Direttore della Patologia neonatale, ha sottolineato il valore dell’ecografo avanzato per “studiare in modo non invasivo e direttamente al letto del paziente la perfusione cerebrale dei neonati più fragili”. L’importanza del progetto è stata evidenziata anche da Patrizia Stoppa , Direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza: “Evidenziare meglio eventuali esiti attraverso strumenti più raffinati permette di conoscere meglio l’eziologia del disturbo delle funzioni anche per programmare in modo più mirato il trattamento”. Le associazioni donatrici hanno espresso il loro forte impegno. Tullia Vecchi , Presidente di Nepios, ha dichiarato: “Questo strumento non è solo tecnologia: è risorsa cruciale per la ricerca e per il monitoraggio del flusso sanguigno cerebrale nei piccoli pazienti cardiopatici”. Maria Antonietta Agazzi , Presidente dell’Associazione per l’Aiuto al Neonato, ha parlato di “una promessa: sostenere la ricerca scientifica per proteggere, insieme, la vita che nasce”, evidenziando come la collaborazione “possa generare un cambiamento reale per i neonati più fragili”. Infine, Stefano Rota , Presidente de L’Orizzonte di Lorenzo, ha ribadito: “Per noi la cura non si ferma al presente, ma guarda avanti: ecco perché sostenere la ricerca scientifica ha un valore vitale e irrinunciabile”. Simonetta Cesa , Direttore Socio Sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha evidenziato come iniziative come questa “producono ricadute importanti anche nella presa in carico territoriale dei piccoli pazienti”, garantendo continuità di cura e supporto alle famiglie della provincia, comprese le comunità di Val Seriana e Valle Camonica . Il Direttore Generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, Francesco Locati , ha concluso ringraziando le tre associazioni per la “donazione generosa e lungimirante”, lodando la scelta di unire le forze per un fine comune. “Questo spirito di collaborazione rispecchia pienamente il modo in cui lavoriamo ogni giorno”, ha affermato, sottolineando l’importanza della multidisciplinarietà.
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