Due secoli di immagini, evoluzione tecnologica e di sguardi capaci di raccontare il nostro tempo. “200 anni della fotografia” sono il filo conduttore della mostra organizzata dal Photoclub Someanza e ospitata nell’ex Chiesa di Santo Spirito a Casnigo a partire dal 12 settembre. L’iniziativa si propone come un percorso attraverso la storia della fotografia, mettendo in dialogo la passione dei fotografi contemporanei con la memoria delle tecniche e degli strumenti che hanno segnato l’evoluzione dell’immagine fotografica.
La fotografia nacque ufficialmente il 19 agosto 1839, quando il primo dagherrotipo inventato dal chimico francese Louis-Jacques Daguerre (1787-1851) a Parigi, sviluppa la prima eliografia “Vista dalla finestra di Gras” di Joseph Nicéphore Niépce (1765-1833), scattata in Borgogna nel 1826. Dalla ricerca dell’immagine impressa sulla superficie sensibile fino alle moderne possibilità espressive, la macchina fotografica è diventata nel tempo uno strumento di memoria individuale e collettiva.
La mostra casnighese sceglie di raccontare questa storia attraverso due elementi principali. Da una parte saranno presentate le fotografie dei soci del Photoclub Someanza, dall’altra sarà possibile visitare una esposizione di fotocamere analogiche, che permetterà di riscoprire strumenti, forme e meccanismi appartenenti ad epoche passate. Un accostamento che rende particolarmente interessante l’appuntamento: le immagini da una parte, gli strumenti che hanno permesso di realizzarle dall’altra. Le fotografie diventano così il risultato visibile di un percorso tecnico e culturale che attraversa le generazioni. La mostra sarà allestita nell’ex Chiesa di Santo Spirito, già teatro della Biennale e di diverse iniziative del Photoclub. L’inaugurazione è in programma sabato 12 settembre 2026 alle ore 20.30. Sarà visitabile fino al 27 settembre: venerdì dalle 20.30 alle 22.30; sabato dalle 15 alle 19 e dalle 20.30 alle 22.30; domenica dalle 10 alle 12, dalle 15 alle
In un’epoca nella quale fotografare è diventato un gesto quotidiano e quasi istantaneo, la mostra di Casnigo propone così anche una pausa: guardare le immagini, conoscere gli strumenti con cui sono state create e riflettere sul valore della fotografia come memoria del tempo.
(nella foto un’immagine d’epoca di Casnigo)
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