Emergenza idrica a Monte Isola: condotta da 4 milioni ferma da tre anni, Europa Verde: «basta ritardi»

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MONTE ISOLA – Una situazione paradossale e un’emergenza idrica che non trova soluzione: la nuova condotta sublacuale tra Sulzano e Monte Isola, completata e inaugurata nel 2023 con un investimento di circa 4 milioni di euro, è ferma da ben tre anni. Nonostante recenti disagi nell’approvvigionamento di acqua potabile nelle frazioni di Masse e Cure, con guasti alla rete obsoleta e un’ordinanza comunale per il risparmio idrico, l’infrastruttura strategica resta inutilizzata. Europa Verde, tramite i suoi portavoce Sara Onofrio e Dario Balotta, denuncia l’inaccettabile protrarsi dei ritardi e chiede chiarezza ad Acque Bresciane e all’ATO.

Nei giorni scorsi, l’erogazione di acqua a singhiozzo nelle frazioni di Masse e Cure ha richiesto l’intervento dei tecnici di Acque Bresciane per riparare un guasto a un bypass della rete idrica, ormai obsoleta. Contestualmente, il Comune di Monte Isola ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo di acqua potabile per usi non essenziali, evidenziando la precarietà dell’attuale sistema.

La vicenda della condotta sublacuale si trascina ormai da anni. Già nell’ottobre 2025, il consigliere regionale Rosati (AVS) aveva presentato un’interrogazione per conoscere i tempi di attivazione. La risposta della Regione indicava la necessità di risolvere problemi tecnici nella vasca di pompaggio di Sulzano, tra cui un’elevata concentrazione di alluminio, assicurando che l’impianto sarebbe entrato in funzione entro il mese successivo, ovvero novembre 2025.

Tuttavia, queste promesse non sono state mantenute. Nel maggio 2026, Europa Verde è tornata a sollecitare chiarimenti ad Acque Bresciane, ricevendo ancora una volta la rassicurazione che l’attivazione sarebbe stata questione di pochi giorni. Oggi, sabato 15 agosto 2026, a distanza di ulteriori tre mesi, la condotta è ancora inattiva.

«Siamo di fronte a una situazione paradossale – denunciano Sara Onofrio e Dario Balotta, co-portavoce di Europa Verde provincia di Brescia – perché i cittadini di Monte Isola stanno ancora aspettando di poter usufruire di un’infrastruttura realizzata proprio per garantire un approvvigionamento più sicuro, di qualità e affidabile. Nel frattempo continuano a bere acqua prelevata dal lago e sottoposta a trattamento, mentre il livello del lago si abbassa e la qualità dell’acqua da trattare diventa più problematica».

I due portavoce sottolineano che «l’acqua è un bene primario e non è accettabile che un’opera costata circa 4 milioni di euro, e pensata per risolvere questi problemi, rimanga inutilizzata per problemi tecnici che, a quanto viene ripetutamente dichiarato, dovrebbero essere risolti in tempi brevissimi».

Onofrio e Balotta pongono interrogativi precisi ad Acque Bresciane e all’ATO, l’ente pubblico di controllo: «Perché continuano a essere indicati tempi di attivazione che puntualmente non vengono rispettati? Perché l’ATO non interviene per verificare le ragioni di questi ritardi? E perché i cittadini, che pagano in bolletta anche gli investimenti e la manutenzione della rete, non ricevono informazioni chiare e trasparenti?».

Europa Verde rivolge una critica anche all’amministrazione locale: «Ci chiediamo inoltre perché il sindaco di Monte Isola non abbia assunto una posizione più netta per tutelare i propri cittadini, che da tre anni aspettano di poter utilizzare l’acqua proveniente dalla falda di Sulzano. In una fase di siccità e di crescente pressione sulle risorse idriche, lasciare inutilizzata un’infrastruttura strategica è semplicemente incomprensibile».

«Questa vicenda – conclude Europa Verde – evidenzia ancora una volta i problemi di efficienza e trasparenza nella gestione del servizio idrico. La recente proroga del Consiglio di amministrazione di Acque Bresciane, anziché rappresentare una garanzia di continuità, rischia di apparire come un premio a una gestione che dovrebbe invece essere sottoposta a una verifica rigorosa. Se questo è il rapporto tra il gestore pubblico e i suoi utenti, c’è da preoccuparsi anche per le sfide che attendono la gestione dell’acqua nella nostra provincia nei prossimi anni».

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