Ex Freccia Rossa a Brescia, Europa Verde: “Bene lo stop al degrado, ma restano dubbi su sanità privata e parcheggi”

Ex Freccia Rossa a Brescia, Europa Verde “Bene lo stop al degrado, ma restano dubbi su sanità privata e parcheggi”

L’accordo tra Comune di Brescia e My-Credit per l’ex Freccia Rossa riapre il futuro di un’area da tempo segnata da abbandono e degrado. Europa Verde accoglie positivamente la riqualificazione, ma solleva dubbi sulle nuove funzioni previste, in particolare sul maxi poliambulatorio privato, sui 2.500 posti auto e sulla quota commerciale.

L’intesa, siglata nel febbraio 2026, punta a restituire vita all’ex centro commerciale Freccia Rossa di Brescia. Per Europa Verde si tratta di un passaggio importante, perché consente di intervenire su uno spazio urbano rimasto per troppo tempo inutilizzato e degradato. Tuttavia, secondo il movimento, la soluzione individuata non sarebbe sufficiente a garantire una vera rigenerazione sostenibile dell’area.

Il primo nodo riguarda la destinazione di una parte rilevante dell’immobile a maxi poliambulatorio privato. Europa Verde sottolinea che a Brescia sono già presenti numerose strutture sanitarie private, con 17 poliambulatori attivi e due già collocati nella stessa zona, tra via Dalmazia e via Zara. Per questo motivo, un nuovo insediamento di questo tipo viene letto come un ulteriore passo verso la privatizzazione della sanità, con il rischio di indebolire il ruolo della sanità pubblica.

Perplessità anche sul tema della sosta. La riapertura di 2.500 posti auto, secondo Europa Verde, potrebbe generare un forte aumento del traffico veicolare e risultare incoerente con gli obiettivi del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Il movimento chiede che l’eventuale utilizzo dei parcheggi venga vincolato a una strategia precisa: ridurre la presenza delle auto nel centro storico, limitare la sosta in piazza Vittoria ai non residenti e incentivare l’uso dell’area come parcheggio scambiatore grazie alla vicinanza con la metropolitana e la stazione ferroviaria.

In questa prospettiva, i parcheggi dell’ex Freccia Rossa potrebbero diventare utili solo se accompagnati da tariffe calmierate per residenti e pendolari e da misure capaci di alleggerire il traffico nel centro di Brescia. Europa Verde richiama anche la necessità di collegare queste scelte alla Zona a Traffico Limitato e alla realizzazione della pista ciclabile sul ring.

Altro punto critico è la componente commerciale. Anche se ridotta a 7.500 metri quadrati, secondo Europa Verde rischia di riproporre un modello già dimostratosi fallimentare. Un modello che in passato avrebbe penalizzato il commercio di vicinato e il centro storico, senza produrre reali benefici per il tessuto urbano.

Per il movimento esistono alternative più coerenti con una rigenerazione urbana sostenibile. Tra le proposte indicate figurano logistica urbana per l’ultimo miglio, studentati, spazi per l’economia circolare, innovazione, coworking, mercati agroalimentari locali, manifattura urbana e soluzioni energetiche integrate. Funzioni che, secondo Europa Verde, potrebbero generare valore sociale, ambientale ed economico senza aggravare il traffico cittadino.

Europa Verde evidenzia infine che un maggiore coinvolgimento di tutte le forze di maggioranza, soprattutto in una fase in cui il PGT è in revisione, avrebbe potuto trasformare il futuro dell’ex Freccia Rossa in un’occasione più ampia. L’obiettivo, secondo il movimento, dovrebbe essere quello di restituire l’area a un disegno coerente con l’interesse pubblico, la sostenibilità e la qualità urbana di Brescia.