Un ventenne residente a Napoli è stato denunciato dai Carabinieri di Bergamo nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno 2026, bloccato nei pressi della stazione ferroviaria. Il giovane, trovato in possesso di un falso tesserino dei Carabinieri, era diretto a Villa d’Almè con l’intento di perpetrare una truffa ai danni di un’anziana. L’intervento tempestivo dei militari ha sventato il raggiro. L’episodio ha avuto luogo nei pressi della stazione ferroviaria di Bergamo . Una pattuglia dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Bergamo , impegnata in un servizio finalizzato alla prevenzione dei reati predatori, ha notato il giovane assumere un atteggiamento sospetto, cercando di eludere il controllo. Durante la successiva perquisizione personale, i militari hanno rinvenuto un badge porta-tesserino contraffatto. L’oggetto riproduceva fedelmente il segno distintivo dell’Arma dei Carabinieri, completo della caratteristica “fiamma” e della dicitura “Carabinieri”, ma era privo di qualsiasi elemento identificativo o di autenticazione. Il ritrovamento ha subito allertato i Carabinieri, che hanno riconosciuto le modalità operative tipiche delle truffe ai danni di persone anziane, nelle quali i malviventi si presentano falsamente come appartenenti alle Forze dell’Ordine. Gli approfondimenti immediati, svolti sul cellulare del 20enne, hanno rivelato la sua destinazione: un’abitazione situata nel comune di Villa d’Almè . Lo stesso fermato ha ammesso di essere giunto in provincia di Bergamo con il preciso incarico di mettere a segno una truffa presso alcune abitazioni della zona. L’azione rapida e tempestiva dei militari ha così interrotto l’attività criminosa prima che venisse consumata, impedendo che una potenziale vittima, verosimilmente una persona anziana, potesse cadere nel raggiro. Il giovane è stato dunque deferito in stato di libertà per i reati di possesso di segni distintivi contraffatti e tentata truffa. Il falso badge riproducente i segni distintivi dell’Arma è stato posto sotto sequestro. Si ricorda che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e nei confronti dell’indagato sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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