Fascicolo sanitario elettronico, cosa cambia da oggi per medici e pazienti

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(Adnkronos) –
Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è al giro di boa dell'obbligo di aggionamento dei dati. Da oggi, martedì 31 marzo, le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate sono chiamate ad adeguarsi al nuovo modello di trasmissione dei dati per alimentare il Fse.  Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) raccoglie la storia clinica del paziente rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema Sanitario Nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (ASL, Aziende Ospedaliere, medici di famiglia e pediatri, ecc.) e da strutture sanitarie private. Contiene ad esempio referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive i tuoi eventi clinici Il Fse, spiega il ministero della Salute sul sito dedicato proprio al Fascicolo sanitario elettronico, è "il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l'assistito, attraverso il quale il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente". Per ottenere questo obiettivo le strutture sanitarie devono condividere un modello e un 'linguaggio' comuni e dovranno anche inviare il referto entro 5 giorni dalla prestazione erogata al cittadino-paziente. Un ecosistema dei dati, già peraltro attivo, che permetterà ai professionisti sanitari, ad esempio nel caso di accesso in un pronto soccoro sul territorio nazionale, di conoscere la storia clinica del paziente.  All'Adnkronos Salute Guido Marinoni, componente del Comitato centrale della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), spiega che "questo obbligo di 'upload' non riguarda i medici liberi professionisti. Per farlo capire bene faccio un esempio: dal primo aprile se un cittadino fa una visita privata da uno specialista, quest'ultimo non è obbligato ad inserire nessun dato nel Fascicolo. Sotto il profilo giuridico – ma anche su quello pratico – non ci sono gli strumenti per chi svolge l'attività privata pura, diverso il discorso per le strutture sanitarie pubbliche e per il privato accreditato che sono tenuti a rispettare la scedenza" del 31 marzo.  Altra novità è il Profilo sanitario sintetico (Pss), anche detto 'Patient Summary', il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di base o dal pediatra di libera scelta che riassume le principali evidenze della storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta. "In questo file ci sono scritte, ad esempio, le allergie del paziente, le malattie che ha avuto o che ha, le terapie che prende – continua Marinoni – ma i 'Patient Summary' richiederanno anni per essere compilati. In molti territori mancano i medici di famiglia, il carico di assistiti se va bene è di 1.500 pazienti ma il turnover dei colleghi, molti stanno andando in pensione, cambia i giochi. I nuovi che arrivano non hanno mai conosciuto gli assistiti, c'è bisogno di tempo per valutare i profili e capire le esigenze. C'è un processo responsabilizzazione a cui è chiamato il medico con il Pss, visto che lo deve firmare, che richiede tempi più lunghi". La Fnomceo però è chiara, "noi crediamo nel Fascicolo, perché non crederci vuol dire non volere il telefono cellulare, è una grande opera che permette l'interoperabilità dell'ecosistema dei dati sanitari europei, però – conclude – come tutte le grandi opere non si fa in un giorno". Grazie a questo nuovo strumento il paziente può avere un unico punto di accesso in sicurezza alla propria storia clinica, può consultare il proprio fascicolo ovunque si trovi, far arrivare velocemente al proprio medico curante le informazioni che lo riguardano ed essere seguito con maggiore continuità, evitando esami ripetuti o non necessari. L'assistito può accedere al proprio Fse con la sua identità digitale (Spid, Cie, Ts-Cns) per consultare la propria documentazione e decidere se dare il consenso alla consultazione al personale sanitario. L'assistito potrà, in qualunque momento, modificare le indicazioni in merito a chi può consultare il proprio Fse e a cosa può essere consultato, senza alcuna conseguenza per l'erogazione delle prestazioni fornite dal Ssn e dai servizi socio‐sanitari. La revoca del consenso per la consultazione dei dati e dei documenti presenti nel Fse disabilita l'accesso ai dati e ai documenti per i professionisti sanitari e socio‐sanitari precedentemente autorizzati che, solo in caso di nuova e successiva prestazione del consenso da parte dell'assistito, verranno riabilitati e potranno nuovamente consultare la documentazione. L'assistito può, in qualunque momento, visualizzare i diversi soggetti che hanno avuto accesso al proprio Fse, sia per attività di consultazione che di alimentazione. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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