Un giro di fatture false da oltre 76 milioni di euro, costruito grazie a una rete di società cartiere. È il cuore dell’inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza di Brescia a porre la parola fine ad una vasta operazione contro la frode fiscale al termine di una complessa indagine L’attività ha portato all’esecuzione di perquisizioni personali e locali nei confronti di nove persone e tre società bresciane operanti nel settore dei materiali ferrosi, nonché al sequestro preventivo di oltre 6,5 milioni di euro.
Le società erano guidate da soggetti già noti per reati economici: sequestrati, tra le altre cose, 91 milioni di euro in contanti Sequestrati anche 91 milioni di euro in contanti Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di emissioni
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Le indagini, sviluppate attraverso approfondite analisi finanziarie, attività tecniche e servizi di osservazione sul territorio, hanno permesso di ricostruire un articolato sistema fraudolento. Secondo quanto emerso, le società coinvolte, gestite di fatto da soggetti già noti per precedenti reati economico-finanziari, avrebbero utilizzato 34 società “cartiere” operanti su tutto il territorio nazionale.
Attraverso questo meccanismo, nel biennio 2024-2025 sarebbero state emesse fatture false per un valore complessivo superiore a 76 milioni di euro. Il profitto derivante dalle condotte illecite è stato stimato in una commissione compresa tra il 7% e il 9% dell’importo delle fatture emesse. Le indagini hanno inoltre consentito di individuare tre soggetti, denunciati per riciclaggio, incaricati di consegnare ingenti somme di denaro contante necessarie a far rientrare le provviste finanziarie generate dalla documentazione fiscale fittizia.
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