Flora Tabanelli: “Amarezza per l’infortunio, ce la metterò tutta per Milano Cortina”

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(Adnkronos) –
Flora Tabanelli ha appena 18 anni, ma si dimostra già guerriera: "Lo stop? Non è mai il momento giusto per un infortunio, figuriamoci alla vigilia di un evento come Milano Cortina. C’è tanta amarezza, ma anche voglia di mettercela tutta e provare a tornare competitiva al massimo per le Olimpiadi in casa". La stella del freestyle azzurro, tra le discipline più artistiche, acrobatiche e divertenti dei prossimi Giochi Olimpici invernali, ha vissuto un 2025 in chiaroscuro. Mesi scanditi da grandi vittorie, come la Coppa del Mondo generale femminile, gli X-Games e l’oro mondiale nel big air. Poi, una lesione al legamento crociato del ginocchio a complicare i piani.   
Quali sono le sensazioni in vista di Milano Cortina 2026?
 "Avere le Olimpiadi in casa mette di sicuro anche un po’ di pressione, ma la carica e l’affetto che sento arrivare dai miei luoghi del cuore la superano. Per me, è un onore che le Olimpiadi abbiano Livigno come venue per il freestyle. Se parliamo di sport, è il luogo in cui sono cresciuta e in cui sento di essere a casa. Mi circonda un grande affetto".   
Quanto è stato importante il supporto della tua famiglia?
  "È sempre fondamentale, in questo periodo ancora di più. Mio fratello Miro mi è mancato molto durante il periodo di recupero trascorso a Torino, al J-Medical. Ora siamo tornati ad allenarci insieme, mi dà forza quando mi sento giù e tantissimi consigli. Ci capiamo al volo sempre. Anche i miei genitori mi aiutano molto, sono sempre presenti. Mi incoraggiano e supportano in ogni situazione".   
Ti è arrivato qualche messaggio particolare?
  "Sento molto affetto da tante atlete di Coppa del Mondo e dai miei amici, tutto ciò mi dà forza. Ho poi un grande supporto dalla Federazione, dal Centro Sportivo Esercito, da Livigno e da Red Bull (Flora è una delle campionesse del team Red Bull, ndr). È una vicinanza che mi sta dando tantissimo".   
Nonostante l’età, sei una delle atlete italiane più attese ai Giochi. Pesa?
  "Le sensazioni alla vigilia sono tante, è una grande emozione. Le Olimpiadi sono il sogno e l’obiettivo più grande per un atleta. Ci sono anche grandi pressioni, cerco di affrontare un giorno alla volta, un obiettivo alla volta. L’infortunio me lo impone, cerco di non guardare troppo avanti e lavorare giorno per giorno dando il massimo, come sono abituata a fare".   
Nel 2025 ha vinto tutto. Si aspettava una stagione così?
  "Non avrei mai immaginato un simile percorso. Ero partita con un obiettivo semplice, dare il meglio in ogni gara. È finita con la Coppa del Mondo, è stato eccezionale".   
Qual è stata la chiave?
 "Forse la spensieratezza, ho affrontato tutto senza aspettative. Poi, di gara in gara sono cresciuta in sicurezza. Era solo il mio secondo anno in Coppa del Mondo, potevo permettermi anche qualche errore".   
Quella per il freestyle, lo sci acrobatico, è anche una passione di famiglia, nata con e grazie a tuo fratello Miro.
 "Sono nata nell’Appennino Modenese, ho messo gli sci ai piedi a due anni per colpa dei miei genitori, che gestivano un rifugio in alta quota. Io e i miei fratelli passavamo i weekend lì, liberi di divertirci sulla neve. Io e Miro facevamo sci alpino, ma anche pattinaggio artistico e ginnastica artistica. Con il freestyle ho iniziato solo qualche tempo dopo ed è lui che mi ha convinto, ha iniziato a portarmi fuori per provare salti e acrobazie e pian piano mi sono appassionata".  
Nel tuo futuro c’è anche la scuola, visto che mesi fa hai vinto una borsa di studio del Comitato Olimpico Internazionale.
 "Fin dai tempi delle elementari, i nostri genitori ci hanno insegnato l’importanza di conciliare la scuola con lo sport. In futuro vorrei continuare a coltivare questo aspetto, magari iscrivendomi all’università. Mi piace molto la matematica ma non ho le idee chiarissime, vedremo. Ci sarà prima da affrontare la maturità al liceo artistico”.  
Tanti sportivi crescono grazie agli esempi di grandi campioni del passato. Per te vale lo stesso?
 “Alberto Tomba è un idolo per tutta la famiglia. Veniva nel nostro rifugio e ancora oggi io e Miro guardiamo i video delle sue gare. È un esempio di forza e carisma”. (di Michele Antonelli) 
—milano-cortina-2026/protagonistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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