(Adnkronos) – Raccontano di un clima di calma apparente e di attesa in casa Forza Italia. Gli strascichi della sconfitta al referendum sulla giustizia che hanno portato alle dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato continuano a sentirsi. Preoccupato dalle tensioni interne ma anche dalle incertezze sulla tenuta del governo dopo i casi Delmastro-Santanchè, il 'corpaccione' del partito resta disorientato e si chiede cosa ne sarà del futuro del movimento azzurro. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che i boatos indicano come uno dei 14/16 firmatari della lettera di sfiducia nei confronti di Gasparri 'benedetta' da Marina Berlusconi, sottolinea l'importanza di tenere sempre aperto un dialogo con la primogenita del Cav ("Ha ricevuto in eredità dal padre una delle cose che considerava più importanti della sua vita, considero normale che abbia l'orgoglio e l'ambizione di pensare Fi come un soggetto politico che è influente nella vita politica del Paese") ma invita ad abbassare i toni e chiede che i congressi (sia il nazionale sia quelli regionali previsti prima dell'estate) siano "momenti di coesione" e non occasione di "scontro'' per ''andare al potere". "Auspico – sottolinea Zangrillo a Start su Sky Tg24 – che Marina ci dia la sua visione. E' un'imprenditrice che ci osserva dal suo lato di impresa e ci sollecita a essere coraggiosi, a non avere paura del cambiamento, a trovare delle sintesi senza annientarci tra di noi. Credo che il dialogo con lei sia una grande opportunità". Il ministro della Pubblica amministrazione esclude che ci sia un caso Barelli e smentisce le voci che continuano a circolare in questi giorni secondo le quali il capogruppo alla Camera, fedelissimo di Antonio Tajani, possa essere sfiduciato e lasciare la guida del gruppo azzurro, sempre in nome di quel ricambio generazionale voluto dalla famiglia Berlusconi. "Io non credo che oggi ci sia la necessità di un avvicendamento alla Camera", taglia corto Zangrillo che aggiunge: "Credo piuttosto che ci sia la necessità di dialogare di più. E Tajani lo sta facendo con le segreterie nazionali, gli stessi congressi sono ispirati a questa logica". Fonti qualificate azzurre assicurano che a Montecitorio non sia stata avviata nessuna raccolta firme contro Barelli, ma che tutto può accadere (chi ha il pallottoliere in mano parla di oltre una trentina di deputati sui 54 del gruppo favorevoli al 'cambio di guardia', più una manciata da convincere) qualora arrivasse un segnale da Arcore, dove invece viene rinnovata la stima e il sostegno a Tajani. Nessuna resa dei conti a Montecitorio, e nessun 'processo', dunque, al segretario nazionale, che resta il principale interlocutore del governo Meloni per Forza Italia. La presidente Fininvest dovrebbe trascorrere le vacanze pasquali nella sua villa a Châteauneuf-de-Grasse, Valbonne, 35 chilometri da Nizza. Secondo fonti parlamentari di Forza Italia, l'incontro tra Marina Berlusconi e Tajani, previsto in un primo momento questa settimana, sarebbe stato solo rinviato: il vicepremier è atteso nella casa di Milano della figlia del Cav in corso Venezia al rientro dalla Costa azzurra, dopo Pasquetta. Ieri, la presidente del Gruppo Mondadori avrebbe ricevuto il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che in mattinata era a Milano per un convegno. L'input da Arcore, comunque, sarebbe quello di mettere da parte le polemiche e di concentrarsi sul rafforzamento del partito (che dalla scomparsa del Cav è sempre cresciuto secondo i sondaggi) nel segno dell'unità.
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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