Brescia, 12 settembre 2026 – Europa Verde lancia l’allarme oggi sulla trasformazione della Franciacorta in una “monocoltura di vigneti”, mettendo in discussione la sua vocazione a distretto biologico. Sara Onofrio e Dario Balotta, portavoce di Europa Verde, denunciano una crescita “senza freni” delle superfici coltivate, aumentate del 24% dal 2019 al 2025, passando da 2.800 a 3.522 ettari.
La denuncia arriva mentre anche il Gambero Rosso ha espresso preoccupazione per l’eccesso di produzione e il Consorzio di tutela ha chiesto alla Regione Lombardia di sospendere nuovi impianti destinati alla Docg fino al 2028. Secondo Europa Verde, questa espansione incontrollata avviene “spesso con l’avallo delle amministrazioni comunali”.
Onofrio e Balotta sottolineano come i vigneti siano una ricchezza per la Franciacorta, ma non debbano diventare l’unica destinazione del territorio. Particolare preoccupazione riguarda la zona del Lago d’Iseo, tra Iseo e Paratico, dove la crescita è stata “impressionante”. L’avanzamento dei vigneti e delle cantine si estende anche in quota, raggiungendo contesti di “particolare pregio ambientale”.
Tra gli esempi citati da Europa Verde ci sono la cantina Belvedere a Clusane d’Iseo e la cantina realizzata nell’area naturale delle Polle. Questi casi, secondo i portavoce, dimostrano la debolezza nella tutela del territorio. “Si parla continuamente di habitat, biodiversità e sostenibilità ma poi, quando si tratta di tutelare concretamente il territorio, queste parole sembrano perdere ogni significato. La realtà è disarmante”, affermano.
Un episodio emblematico viene da Cremignane, dove, nonostante 104 firme di protesta, un terreno seminativo vicino al parco giochi è stato convertito in vigneto. I portavoce concludono: “È questo il modello di sviluppo che vogliamo per la Franciacorta? Un territorio sempre più occupato da vigneti e cantine, dove i terreni agricoli, gli spazi verdi e gli habitat naturali vengono progressivamente sacrificati?”.
Europa Verde invita a riflettere sulla necessità di equilibrio per la Franciacorta, non di una crescita quantitativa illimitata. Anche le posizioni recenti del Gambero Rosso sul rischio di sovrapproduzione vinicola dovrebbero indurre a considerare che “continuare a piantare vigneti senza interrogarsi sui limiti del territorio e del mercato non è sostenibilità, è consumo di territorio”.
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