Fuga dal caldo notturno con l’aria condizionata, medici famiglia: “Sì, ma camera non diventi frigorifero”

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(Adnkronos) –
Notti calde e prendere sonno diventa un incubo. Chi può allora si fa 'cullare' dall'aria condizionata. "Si può usare per domire ma senza esagerare, la camera da letto non deve diventare un frigorifero. Magari meglio l'opzione dry, accenderla prima di andare in camera e poi spegnerla. Mai con una differenza con l'esterno che va oltre i 5-6 gradi". Così all'Adnkronos Salute Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale). Per la funzione 'dry' (deumidificatore) dei condizionatori "ci si deve ricordare che aumenta l'evaporazione del corpo perché riduce l'umidità della stanza – ricorda Bartoletti – quindi anche qui non esagerare troppo ma gestire sempre con il buon senso".  Secondo la piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che…?' gestita dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) "alcune accortezze semplici fanno la differenza. Impostare la temperatura tra i 25 e i 27 gradi, una differenza di 5-7 gradi rispetto all’esterno è sufficiente per stare bene senza sovraccaricare il corpo". E poi "non dirigere il getto d’aria fredda direttamente sulle persone. Favorire – proseguono gli esperti – il ricambio d’aria aprendo le finestre nelle ore più fresche. Pulire i filtri con regolarità e affidarsi a tecnici specializzati per la manutenzione degli impianti, specialmente quelli più grandi". 
E i ventilatori? Sono un’alternativa sicura al condizionatore? "Non esattamente. I ventilatori non abbassano la temperatura dell’aria: la spostano soltanto. Questo può dare sollievo perché favorisce la dispersione del calore corporeo, ma solo se la temperatura ambiente è inferiore a 35 gradi e il getto non è puntato direttamente sulla persona – rispondono gli esperti – Stimolano inoltre la sudorazione, aumentando il rischio di disidratazione se non si beve a sufficienza. Il ministero della Salute sconsiglia l’uso del ventilatore quando la temperatura interna supera i 32 gradi, perché in quelle condizioni non è efficace e può aumentare la disidratazione; raccomanda in ogni caso di non dirigere mai il flusso d’aria direttamente sul corpo".  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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