“Grazie per tutto e per sempre”, l’ultimo abbraccio a don Egidio Rivola

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Un abbraccio corale, con centinaia di fedeli e decine di sacerdoti ritrovatisi sabato 7 novembre nella parrocchiale di Montello per l’ultimo saluto a don Egidio Rivola, morto a soli 61 anni dopo inesorabile malattia. Dopo aver lasciato il Santuario, dove la salma era composta da giovedì, il corteo funebre ha attraversato il centro storico di Montello per dirigersi verso la parrocchiale. A precedere la bara i gagliardetti degli Alpini di Sedrina e Cazzano S.Andrea e a seguirla i familiari, stretti attorno al fratello Rinaldo, i sindaci Stefano Micheli di Sedrina e Sergio Spampatti di Cazzano e tantissimi rappresentanti delle comunità legate a don Egidio: la natia Costa Mezzate, Casazza, Sellere e Piazza di Sovere, Cazzano Sant’Andrea e Sedrina. Il rito è stato celebrato dal Vescovo mons.Francesco Beschi, affiancato dal vicario generale mons.Davide Pelucchi, dal parroco di Costa Mezzate don Fabio Trapletti, da quello di Montello don Francesco Sonzogni, dal vicario locale don Mario Carminati (parroco di Seriate), dai parroci delle comunità a lui care e, come detto, da circa 70 sacerdoti, a cominciare da quelli che con lui avevano condiviso la gioia dell’ordinazione nel 1993. Sulla bara i ragazzi hanno depositato le maglie delle diverse edizioni del CRE: don Egidio amava i giovani e per questo lo scorso anno aveva intitolato a San Carlo Acutis l’Oratorio di Cazzano.

“La vita di un prete – ha sottolineato mons.Beschi nell’omelia – è posta frequentemente a contatto con la morte e questo consente di avvertire ancor più chiara la condizione mortale che è di tutti gli uomini.
Piangiamo don Egidio per un ministero che ancora poteva prolungarsi e per il dolore di questi ultimi mesi di malattia. Gesù stesso ha vissuto questa condizione mortale. Un mistero cui un sacerdote può offrire una risposta, come ha fatto don Egidio servendo la chiesa e le sue comunità ed accompagnando tante persone. Il Vangelo ha scandito la promessa di Gesù. Molti di voi potrebbero proporre ricordi e memorie di don Egidio, ma a salvarci saranno soprattutto la Speranza e l’Amore di Dio che con lui abbiamo condiviso. Non dimenticheremo la sua vita, la sua voce, la sua testimonianza e siamo convinti che vivrà in eterno con Colui che ha amato”.
Al termine della concelebrazione don Luca Valoti, compagno di ordinazione, ha tratteggiato un ricordo di don Egidio. “Ciascuno di noi ricorda don Egidio in momenti diversi: la sua crescita in famiglia, il cammino in Seminario, i momenti felici nelle diverse comunità. Da adolescente aveva già lavorato come carrozziere, e ci piace pensare che, come gli Apostoli, anche per lui la chiamata di Gesù fosse arrivata sul lavoro. Si ritrovò al liceo con compagni di tre anni più giovani, ma seppe entrare in sintonia, mettendo nello studio la stessa tenacia di questi mesi di grave malattia. Era anche un bravo cantante e per un concorso compose un brano. Non ne ricordo il testo completo, ma finiva con due parole che oggi sono ideali per l’ultimo saluto: un amico sincero”.
In chiesa, prima dell’uscita, si è alzato un applauso spontaneo e commosso. Don Egidio ora riposa nel cimitero di Costa Mezzate.
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