Hai un'auto elettrica Controlla subito le tue ricariche potresti pagare anche quelle di qualcun altro

Hai un’auto elettrica? Controlla subito le tue ricariche: potresti pagare anche quelle di qualcun altro

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Chi possiede un’auto elettrica farebbe bene a verificare con attenzione lo storico delle proprie ricariche. A Perugia, infatti, la Polizia Postale ha scoperto un presunto sistema che avrebbe permesso ad alcuni automobilisti di ricaricare gratuitamente le proprie vetture utilizzando i badge clonati di altri utenti, con i costi che finivano addebitati agli ignari proprietari delle tessere.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tre persone sono state denunciate con l’accusa di aver messo in piedi un meccanismo basato sulla clonazione degli identificativi dei badge utilizzati per accedere alle colonnine pubbliche di ricarica.

Gli investigatori ritengono che gli indagati, attraverso dispositivi elettronici e uno smartphone, siano riusciti a copiare l’identificativo delle tessere dei clienti. Una volta ottenuti i dati, avrebbero avviato le ricariche alle colonnine pubbliche facendo risultare l’operazione come effettuata dal legittimo titolare del badge. Il risultato? L’energia consumata veniva regolarmente addebitata sul conto della vittima, mentre chi effettuava la ricarica non sosteneva alcun costo.

L’indagine è partita dopo le numerose segnalazioni ricevute da Enel X, con diversi clienti che avevano contestato addebiti relativi a ricariche mai effettuate. Gli approfondimenti della Polizia Postale hanno portato a individuare il presunto sistema fraudolento.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi per la clonazione dei badge, software e altro materiale informatico ritenuto utile alle indagini, che proseguono per chiarire l’esatta portata dell’attività contestata.

Come proteggersi

L’episodio rappresenta un campanello d’allarme per tutti i possessori di auto elettriche. È consigliabile controllare periodicamente lo storico delle ricariche tramite l’app del proprio operatore, verificare che ogni addebito corrisponda a una ricarica realmente effettuata e segnalare immediatamente eventuali anomalie al gestore del servizio.

La vicenda dimostra come anche i sistemi di ricarica possano diventare bersaglio di frodi informatiche e quanto sia importante monitorare con regolarità i propri consumi e i movimenti associati ai badge o alle app utilizzate per la ricarica.

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