Il boss Graviano in aula: “Mio nonno fece una società con Berlusconi, investì 4-5 miliardi di lire”

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(Adnkronos) – "Mio nonno Quartararo Filippo fece una società con Berlusconi Silvio nel 1969-70, per investire soldi suoi e di altre persone nell'edilizia. Lui mise 4-5 miliardi di lire ma la somma complessiva dell'investimento era di 20 miliardi di lire. Di tutto quello che si faceva, il 20% era di mio nonno, di chi era che portava questi soldi". Lo ha detto Giuseppe Graviano – uno dei boss di Cosa Nostra di maggiore spicco, legato a Totò Riina e in carcere da 32 anni per le stragi del 1993, l’attentato di via D’Amelio e l’assassinio di don Pino Puglisi – deponendo come teste, in videocollegamento dal carcere di Cagliari, ai pubblici ministeri Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gestri al processo che si sta celebrando al tribunale di Firenze contro Salvatore Baiardo.  Graviano ha precisato di aver saputo della società con il futuro fondatore della Fininvest, dopo la morte di suo padre Michele, assassinato il 7 gennaio 1982, dal nonno materno. Sarebbe stato lo stesso Quartararo poi, tra il 1982 e 1983, a fargli conoscere di persona Berlusconi. "Ci fu un incontro a Milano in un albergo con Berlusconi, io, mio nonno Quartararo Filippo e mio cugino Graviano Salvatore". Secondo Graviano ci sarebbe una "scrittura privata" che documenterebbe l’avvio dei rapporti tra il nonno materno e altri imprenditori palermitani con Silvio Berlusconi. Una versione che il boss Graviano aveva già accennato al processo 'Ndrangheta Stragista nel 2020 a Reggio Calabria. Dopo la morte del nonno il boss e il cugino Salvatore avrebbero preso in mano la cosa e l’incontro del dicembre 1993, poco prima del suo arresto, mentre era ancora latitante, con Berlusconi a Milano sarebbe servito "per sistemare tutto".  Nel processo in corso a Firenze, Salvatore Baiardo deve rispondere di calunnia aggravata, in relazione alle dichiarazioni riguardanti al giornalista Massimo Giletti e Giancarlo Ricca, ex sindaco di Cerasa. In particolare, per Giletti la vicenda riguarda la presunta fotografia che Baiardo avrebbe mostrato al giornalista e che avrebbe ritratto Giuseppe Graviano, Silvio Berlusconi e l'ex generale Francesco Delfino. Baiardo avrebbe, poi, negato di aver mostrato la foto. Baiardo è accusato anche di favoreggiamento personale aggravato dall'agevolazione mafiosa, secondo l'impostazione dell'accusa. La contestazione riguarda alcune dichiarazioni che Baiardo avrebbe fornito agli investigatori e che, secondo la Procura, avrebbero avuto l'effetto di ostacolare o indebolire le indagini sui rapporti tra i fratelli Graviano, Berlusconi, Marcello Dell'Utri e Cosa Nostra.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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