(Adnkronos) – A quasi ottocento anni dalla morte di San Francesco, il 'Cantico delle creature' potrebbe essere stato tramandato con una veste linguistica diversa da quella voluta dal suo autore. Nel saggio "San Francesco poeta" (Ronzani Editore), il filologo e critico letterario Pietro Gibellini sostiene che il copista del più antico manoscritto conservato, abituato a trascrivere testi in latino, avrebbe rivestito il volgare umbro del Poverello d'Assisi di numerosi latinismi puramente grafici, alterandone la resa fonetica senza modificarne il significato. Da qui la proposta di affiancare alle edizioni tradizionali una versione "restaurata", che restituisca la pronuncia originaria del "Cantico" e, con una diversa punteggiatura in un passaggio chiave, offra anche una nuova interpretazione del suo significato. La tesi del professore Gibellini, che ha insegnato Letteratura italiana nelle Università di Pavia, Ginevra, L’Aquila, Trieste e Venezia, parte da un dato filologico. Il "Cantico" è giunto fino a noi attraverso il Codice 338 della Biblioteca di Assisi, il testimone più antico e autorevole, copiato però molti decenni dopo la morte del Santo (1226), del quale non esistono autografi, salvo un breve biglietto indirizzato a frate Leone. In un manoscritto composto quasi esclusivamente da testi latini, il "Cantico" rappresenta l'unico testo in volgare: una circostanza che, secondo lo studioso, avrebbe indotto l'amanuense ad adattarne inconsapevolmente la grafia alle abitudini della scrittura latina. Ne derivano forme come "cum tucte" o "et pretiose", che gli editori moderni hanno continuato a riprodurre fedelmente pur sapendo che noncorrispondono alla pronuncia originaria. "Perché stampare 'cum tucte le tue creature' – si chiede Gibellini – se siamo certi che Francesco diceva 'con tutte'?". Una fedeltà al manoscritto che, secondo il filologo, ha finito per condizionare anche la lettura ad alta voce del testo, inducendo studenti e attori a recitare parole che il Poverello non avrebbe mai pronunciato in quel modo. Poiché il "Cantico" nacque come composizione destinata al canto, la proposta del professore Pietro Gibellini, come spiega all'Adnkronos, è quella di conservare l'edizione diplomatica accanto a una versione foneticamente restaurata, depurata dai latinismi grafici del copista medievale. Un intervento che renderebbe il testo più vicino all'italiano contemporaneo senza tradirne la lingua originale, ma restituendone il suono autentico. Un'altra novità del volume "San Francesco poeta" riguarda invece l'interpretazione del poema. Poiché il manoscritto medievale è privo di punteggiatura, quella oggi in uso è frutto delle scelte degli editori moderni. Vari studiosi hanno colto una contraddizione in questi versi: se Francesco dice che le lodi si addicono soltanto a Dio, perché esalta le creature? Per risolvere la contraddizione, alcuni studiosi suppongomo che la preposizione "per" che precede le creature per le quali Signore è notato ("Laudato si'… per sora Luna… per frate Vento… per sora Acqua" ecc.) non abbia valore causale, ma indichi il complemento d’agente alla maniera del "par" francese: sarebbero cioè le creature a lodare il Signore su invito del Santo, come si legge nel salmo 148 al quale Francesco in parte si ispira. Altri hanno pensato che il "per" abbia valore strumentale: il santo affiderebbe alle creature il compito di portare la sua lode al signore. Per Gibellini, invece, basta spostare una virgola nei versi iniziali per sciogliere una controversia aperta da decenni. Se il testo viene letto "ad te, solo Altissimo, se confàno", l'espressione non significa che soltanto Dio possa essere lodato, ma che le lodi spettano a lui in quanto "solo Altissimo", formula che richiama il Gloria della liturgia. Cade così la presunta contraddizione tra l'affermazione iniziale e le successive lodi rivolte alle creature: queste, conclude lo studioso, beneficiano anch'esse delle lodi al Creatore, come suggerisce esplicitamente il verso "Laudato si', mi' Signore, con tutte le tue creature". (di Paolo Martini)
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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