Il Dipartimento di Stato Usa cancella i post pre-Trump su X

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(Adnkronos) – Il Dipartimento di Stato americano ha avviato un’operazione di rimozione integrale di tutti i contenuti pubblicati sui propri account ufficiali della piattaforma X prima dell'insediamento della nuova amministrazione. La misura riguarda non solo i post pubblicati durante la presidenza di Joe Biden e Barack Obama, ma anche quelli risalenti al primo mandato di Donald Trump. I contenuti verranno archiviati internamente, ma non saranno più consultabili pubblicamente; per accedervi, i cittadini e i ricercatori dovranno ora ricorrere a formali richieste tramite il Freedom of Information Act, una procedura nota per la sua lentezza e per le frequenti omissioni dovute a ragioni di sicurezza o riservatezza. Questa decisione rappresenta una netta divergenza rispetto alla prassi consolidata del governo statunitense in materia di impronta digitale. Tradizionalmente, il passaggio di consegne tra amministrazioni prevedeva il mantenimento della visibilità dei record storici, spesso migrati su account di archivio specifici come avvenuto per i profili presidenziali. Al contrario, la nuova direttiva coinvolge l'intera rete del Dipartimento, includendo le ambasciate, le missioni diplomatiche e i vari uffici operativi, eliminando di fatto anni di comunicati, immagini di incontri bilaterali e cronache quotidiane della diplomazia americana, che spesso rappresentavano l'unica traccia pubblica di determinati eventi internazionali. Le motivazioni fornite dai portavoce del Dipartimento di Stato sottolineano la necessità di evitare confusione sulla politica estera attuale e di parlare con una voce univoca per promuovere gli obiettivi dell'amministrazione. Secondo la visione ufficiale, gli account social sono considerati strumenti strategici per l'avanzamento dei messaggi legati all'agenda "America First", rendendo necessario un distacco netto dalle comunicazioni passate. Tuttavia, il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di revisione dei dati governativi, che ha già visto la rimozione di informazioni su ambiente e salute, oltre alla chiusura di risorse storiche come il World Factbook della CIA, pubblicato ininterrottamente dal 1962. Esperti di comunicazione politica e accademici hanno espresso preoccupazione per l’innalzamento di queste barriere all’informazione. Sebbene i record siano formalmente preservati secondo il Federal Record Act, la perdita dell'accesso immediato e ricercabile su piattaforme pubbliche riduce drasticamente la trasparenza e la capacità di ricostruire la storia diplomatica recente. La strategia attuale riflette una gestione del contenuto digitale in cui il confine tra governo e creazione di messaggi politici si fa sempre più sottile, trasformando i canali istituzionali in piattaforme dedicate esclusivamente alla narrazione presente dell'amministrazione in carica. 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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