Un Genio, di nome e di fatto, un artista a tutto tondo capace di precorrere i tempi e raccontare per immagini una Valle ed il suo tempo. Sabato 28 marzo alle 15.30, nella Sala Polivalente di Piazza Brembana, il Centro Storico Culturale Valle Brembana Felice Riceputi presenta il libro Il Genio – Eugenio Goglio realizzato in collaborazione con il Museo delle storie di Bergamo e la Biblioteca Comunale di Piazza Brembana. Il volume è stato curato da Giacomo Calvi e Chiara Delfanti ed è dedicato al fotografo pittore e scultore brembano, di cui il prossimo 31 marzo ricorrerà il Centenario della morte.
Eugenio Goglio è noto oggi soprattutto come fotografo, ma si fece apprezzare anche come pittore e scultore; il libro esamina la sua multiforme attività, proponendo oltre 200 fotografie scelte tra le migliaia che ci ha lasciato. Alla presentazione interverranno le rappresentanti del Museo delle Storie di Bergamo in cui è conservato il patrimonio fotografico di Eugenio Goglio: Roberta Frigeni, direttore scientifico del Museo delle storie di Bergamo e Daniela Pacchiana, responsabile dellarchivio fotografico presso la medesima istituzione. Saranno introdotte da Tarcisio Bottani, presidente del Centro Culturale. Per loccasione saranno esposti anche vari oggetti che componevano lattrezzatura del suo studio fotografico, cortesemente messi a disposizione dagli eredi.
Eugenio Goglio nacque a Piazza Brembana nel 1865 e morì nel 1926. Giovanissimo si trasferì a Milano dove dal 1880 frequentò lAccademia di Brera e la Scuola Superiore dArte applicata allindustria. Nel 1892 tornò in Valle e si dedicò al disegno, alla scultura, all’intaglio e ad una novità allora tutta da scoprire: la fotografia. Della sua attività di fotografo rimangono migliaia di lastre che descrivono la vita della valle Brembana a cavallo dei due secoli. Nel 1979 venne pubblicato il libro Una valle e il suo popolo, edito da Longanesi, che fece definitivamente riscoprire questo artista, ora annoverato tra i precursori della fotografia moderna. Nel 1981 il Fondo Eugenio Goglio venne ceduto alla Provincia di Bergamo dalla nipote del fotografo, Dolores Oldrati Goglio. Nel 2002 la Provincia commissionò il restauro di parte dei negativi allo Studio Berselli di Milano e successivamente si fece promotrice della catalogazione dell’intero fondo. I disegni di Eugenio Goglio, propedeutici allo studio di pose, impugnature e dettagli utili per la costruzione delle immagini fotografiche, provengono dalla raccolta di Dolores Oldrati Goglio e furono esposti per la prima volta nel 2013 grazie ad una mostra organizzata dal Comune di Moio de Calvi e curata da Cristiana Oldrati Goglio (pronipote del fotografo) e Mario Grasso. Alcuni bozzetti – ricordava Cristiana in unintervista – hanno aperto scenari inaspettati. Cè la conferma che gli scatti erano preparati con veri e propri bozzetti a tavolino. La posa dei protagonisti non era mai casuale e in diversi casi ci sono incredibili analogie fra alcuni disegni e i particolari del ritratto fotografico successivamente realizzato. La mostra di Moio accomunò nellesposizione anche le opere di Fulvio Goglio figlio di Eugenio e nonno di Cristiana.
Eugenio aggiungeva Cristiana nellintervista del 2013 – fu uno dei primi fotografi italiani e iniziò a lavorare quando il commercio delle lastre preconfezionate era inesistente. Anche Fulvio ebbe questo problema, nelle ristrettezze del periodo fra le due guerre. Entrambi impararono a miscelare i componenti chimici per creare lemulsione al bromuro dargento che stesa, su un pezzo di vetro, permetteva di creare una lastra impressionabile e quindi di scattare una fotografia. Il libro Il Genio – Eugenio Goglio sarà disponibile in occasione della presentazione.
Eugenio Goglio è noto oggi soprattutto come fotografo, ma si fece apprezzare anche come pittore e scultore; il libro esamina la sua multiforme attività, proponendo oltre 200 fotografie scelte tra le migliaia che ci ha lasciato. Alla presentazione interverranno le rappresentanti del Museo delle Storie di Bergamo in cui è conservato il patrimonio fotografico di Eugenio Goglio: Roberta Frigeni, direttore scientifico del Museo delle storie di Bergamo e Daniela Pacchiana, responsabile dellarchivio fotografico presso la medesima istituzione. Saranno introdotte da Tarcisio Bottani, presidente del Centro Culturale. Per loccasione saranno esposti anche vari oggetti che componevano lattrezzatura del suo studio fotografico, cortesemente messi a disposizione dagli eredi.
Eugenio Goglio nacque a Piazza Brembana nel 1865 e morì nel 1926. Giovanissimo si trasferì a Milano dove dal 1880 frequentò lAccademia di Brera e la Scuola Superiore dArte applicata allindustria. Nel 1892 tornò in Valle e si dedicò al disegno, alla scultura, all’intaglio e ad una novità allora tutta da scoprire: la fotografia. Della sua attività di fotografo rimangono migliaia di lastre che descrivono la vita della valle Brembana a cavallo dei due secoli. Nel 1979 venne pubblicato il libro Una valle e il suo popolo, edito da Longanesi, che fece definitivamente riscoprire questo artista, ora annoverato tra i precursori della fotografia moderna. Nel 1981 il Fondo Eugenio Goglio venne ceduto alla Provincia di Bergamo dalla nipote del fotografo, Dolores Oldrati Goglio. Nel 2002 la Provincia commissionò il restauro di parte dei negativi allo Studio Berselli di Milano e successivamente si fece promotrice della catalogazione dell’intero fondo. I disegni di Eugenio Goglio, propedeutici allo studio di pose, impugnature e dettagli utili per la costruzione delle immagini fotografiche, provengono dalla raccolta di Dolores Oldrati Goglio e furono esposti per la prima volta nel 2013 grazie ad una mostra organizzata dal Comune di Moio de Calvi e curata da Cristiana Oldrati Goglio (pronipote del fotografo) e Mario Grasso. Alcuni bozzetti – ricordava Cristiana in unintervista – hanno aperto scenari inaspettati. Cè la conferma che gli scatti erano preparati con veri e propri bozzetti a tavolino. La posa dei protagonisti non era mai casuale e in diversi casi ci sono incredibili analogie fra alcuni disegni e i particolari del ritratto fotografico successivamente realizzato. La mostra di Moio accomunò nellesposizione anche le opere di Fulvio Goglio figlio di Eugenio e nonno di Cristiana.
Eugenio aggiungeva Cristiana nellintervista del 2013 – fu uno dei primi fotografi italiani e iniziò a lavorare quando il commercio delle lastre preconfezionate era inesistente. Anche Fulvio ebbe questo problema, nelle ristrettezze del periodo fra le due guerre. Entrambi impararono a miscelare i componenti chimici per creare lemulsione al bromuro dargento che stesa, su un pezzo di vetro, permetteva di creare una lastra impressionabile e quindi di scattare una fotografia. Il libro Il Genio – Eugenio Goglio sarà disponibile in occasione della presentazione.
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