(Adnkronos) – Mal di testa, raffreddore, mal di gola, febbre. Sono molti gli italiani alle prese con i sintomi influenzali e potrebbero crescere nelle prossime settimane con gli effetti del ritorno a scuola di bambini e ragazzi dopo le feste. Lo ricorda la Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg) che suggerisce le indicazioni utili per affrontare l’epidemia influenzale in corso, tutelare i soggetti più fragili e ridurre il rischio di complicanze. "I sintomi principali delle sindromi influenzali includono riniti (raffreddore), mal di testa, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre. Possono durare pochi giorni, ma spesso persistono anche più a lungo – con una media di 2-3 settimane per tosse e rinorrea (naso che cola) -, cosa che generalmente non deve spaventare", sottolinea Tecla Mastronuzzi, coordinatrice macroarea prevenzione della Simg. "È importante – continua – ricordare che una temperatura corporea elevata non è necessariamente un indicatore di gravità della patologia, ma piuttosto di una valida risposta dell’organismo all’infezione. La persistenza di temperature elevate per numerosi giorni oppure una mancata risposta ai comuni antipiretici richiede sempre una valutazione clinica". In presenza di sintomi influenzali, "la raccomandazione è di assumere terapie che intervengano sui sintomi, sottolinea Ignazio Grattagliano, vicepresidente Simg. "Il paracetamolo è molto efficace sia come analgesico che come antipiretico, anche perché praticamente esente da importanti effetti collaterali se usato alle dosi consigliate. L’uso degli antinfiammatori non steroidei con indicazione al trattamento delle flogosi delle alte vie aeree (ketoprofene sale di lisina, flurbiprofene, ibuprofene a basso dosaggio, aspirina e altri) deve tener conto del profilo di rischio cardiovascolare, renale e gastrico del paziente, prestando attenzione alla corretta informazione in caso di automedicazione con 'formulazioni da banco'. Questa categoria di farmaci può comunque essere utile anche in forma topica (spray orali, collutori) per combattere le faringiti". Spesso, aggiunge Grattagliano, "richiesti ed utili sono gli antitosse (facendo attenzione all’azione sedativa di alcuni di essi), in particolare se vi è tosse stizzosa che disturba il sonno notturno, e i decongestionanti nasali in caso di rinorrea importante. I cortisonici devono essere evitati in quanto interferiscono con le difese immunitarie ed aumentano il rischio di complicanze". Infine attenzione agli antibiotici: "non hanno indicazione trattandosi di infezioni virali; la necessità di una loro assunzione deve seguire sempre una valutazione medica e va riservata ai soli casi necessari. Un ultimo messaggio è da riservare per i pazienti fragili (soprattutto oncologici, emodializzati, con multimorbidità, ecc.) e i grandi anziani, più suscettibili a un peggioramento del quadro clinico in caso di infezione virale. In questi casi, è ipotizzabile, ma in tempi molto precoci, l’uso di antivirali presenti in commercio ma non rimborsati dal Ssn", conclude Grattagliano.
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!
Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.
📢 Seguici anche su Telegram!
Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.





